Rinnovato lo sconto delle accise, scongiurato per ora lo sciopero dei tir

23/05/2026

La minaccia di un blocco totale dei trasporti che avrebbe potuto mettere in ginocchio l’intera nazione è stata temporaneamente scongiurata. Nel tardo pomeriggio, precisamente alle ore 18.20, i rappresentanti delle principali sigle degli autotrasportatori hanno lasciato Palazzo Chigi portando con sé una bozza di intesa formale. Questo documento racchiude le contromisure elaborate dall’esecutivo per evitare i cinque giorni di sciopero consecutivi che, a partire dal lunedì successivo, rischiavano di paralizzare l’approvvigionamento dei supermercati, delle farmacie e delle stazioni di servizio in tutta Italia. Nonostante l’accordo preliminare, i sindacati mantengono una linea di prudenza e attesa prima di cantare vittoria definitiva. I portavoce di Unatras e Legacoop hanno infatti chiarito la situazione: «Lo sciopero è sospeso, per revocarlo attendiamo il Consiglio dei ministri», incontro che era stato programmato appena 30 minuti dopo il faccia a faccia per tradurre in un decreto legge formale tutti gli impegni assunti dalla presidenza del Consiglio e dare il definitivo via verde.

Il via libera al decreto giunto in serata permette all’Italia di superare un momento estremamente delicato all’interno di una più ampia corsa a ostacoli di natura internazionale che va avanti ormai da circa tre mesi. La complessa crisi globale ha avuto origine quando Donald Trump e Benjamin Netanyahu hanno avviato un’offensiva unilaterale contro Teheran, scatenando una pesante crisi energetica che sta mandando in affanno l’intera economia mondiale. Tra le risposte d’emergenza messe in campo dall’esecutivo spicca la proroga del taglio delle accise sui carburanti fino al prossimo 6 giugno, una mossa indispensabile per impedire che gli automobilisti si ritrovassero con i prezzi di benzina e verde sopra la soglia critica dei due euro al litro, scongiurando un danno d’immagine per il governo. Rispetto ai provvedimenti precedenti, lo sconto è stato rimodulato per via delle limitate risorse finanziarie: se per la benzina rimangono confermati i 5 centesimi di riduzione per ogni litro, per il gasolio la cifra si dimezza, passando da 20 a soli 10 centesimi, segno evidente della scarsità di fondi disponibili.

Il reperimento delle coperture economiche ha richiesto un lavoro complesso e minuzioso, dato che l’utilizzo dell’extragettito derivante dall’Iva potrà essere concretizzato soltanto dopo la reale contabilizzazione delle maggiori entrate fiscali, prevista per la data del 9 giugno. Di conseguenza, per coprire i rincari di queste due settimane, l’esecutivo ha dovuto fare ricorso a una serie di tagli lineari che hanno colpito i bilanci dei singoli ministeri. Lo sforzo economico complessivo è notevole, considerando che solo le misure per tenere buoni gli autotrasportatori valgono 300 milioni di euro.

Durante il confronto diretto con i rappresentanti della logistica a Palazzo Chigi, la presidente del Consiglio non ha nascosto la gravità della situazione e ha espresso preoccupazione per l’atteggiamento attendista delle istituzioni comunitarie. Rivolgendosi direttamente ai lavoratori, ha riconosciuto il valore strategico della categoria: «Siete un comparto fondamentale per il Paese e noi faremo il possibile per sostenervi: non siete soli. Ma dobbiamo confidare che l’Europa faccia lo stesso con noi, non resti troppo a lungo sorda alle nostre richieste. Per ora abbiamo le mani legate dall’Ue». Sulla stessa lunghezza d’onda si è sintonizzato il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, il quale ha contestato la rigidità di Bruxelles evidenziando la necessità di derogare al Patto di stabilità per sostenere le spese energetiche. Meloni ha poi ribadito questa tesi durante il vertice istituzionale con il primo ministro irlandese Micheál Martin, spiegando che l’attuale scenario è caratterizzato da «circostanze eccezionali al di fuori del controllo dei singoli Stati membri» che «legittimano l’estensione della flessibilità, che è stata già concessa per le spese in sicurezza e difesa, anche agli investimenti necessari a far fronte alla crisi energetica. Perché anche l’energia è sicurezza per i nostri sistemi».

Dal punto di vista pratico, le soluzioni per i tir aggiungono 200 milioni di euro ai 100 già previsti con il primo decreto. Il tesoretto totale sale così a 300 milioni e consentirà di ripristinare il rimborso delle accise per il comparto che era in vigore fino a febbraio, prima dello scoppio della guerra in Iran. Quello strumento valeva quasi 27 centesimi su un litro di gasolio ed era stato in buona parte eroso dallo sconto generalizzato entrato in vigore a marzo, tramutandosi in una vera disfatta per la categoria. Oltre al supporto economico, le aziende hanno ottenuto la riduzione da 60 a 30 giorni del silenzio assenso che fa scattare la compensazione sulle accise dell’Agenzia delle dogane, a patto che la richiesta venga inoltrata per via telematica. Il Ministero dell’economia si è inoltre impegnato a introdurre un meccanismo per valutare di volta in volta l’impatto di ogni nuovo taglio sui crediti d’imposta del settore. Nel congedarsi, la premier ha ribadito: «in una fase caratterizzata da estrema incertezza è preferibile intervenire tramite misure adattabili, per natura, durata e intensità, all’evolversi della situazione internazionale. Sperando che prima o poi quest’incubo finisca».

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