Il ministro Urso convoca le compagnie petrolifere sul tema prezzi alla pompa

01/07/2026

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy accelera i tempi per cercare di dare un sollievo immediato alle tasche delle famiglie e delle imprese italiane, duramente colpite dai rincari energetici delle ultime stagioni. Presso Palazzo Piacentini si è tenuto un vertice d’urgenza fortemente voluto dal ministro Adolfo Urso, il quale ha convocato attorno a un tavolo i vertici delle principali compagnie petrolifere operanti sul territorio nazionale, tra cui Api-Ip, Eni, Q8 e Tamoil. Al centro del colloquio, durato poco meno di un’ora, vi è stata la ferma richiesta da parte dell’esecutivo di un adeguamento immediato e strutturale dei listini dei carburanti alla pompa. Una sollecitazione che poggia su basi geopolitiche ben precise, in particolare sulla recente intesa siglata tra Stati Uniti e Iran e sul conseguente ripristino dei normali flussi di greggio attraverso lo strategico Stretto di Hormuz, eventi che hanno determinato una netta flessione delle quotazioni internazionali del petrolio.

L’orientamento del governo appare chiaro e non privo di una certa pressione psicologica verso i colossi dell’energia. Se nei prossimi giorni non si dovesse registrare una tangibile inversione di tendenza nei prezzi di benzina e gasolio, la presidenza del consiglio potrebbe rimettere mano alla materia già all’interno del prossimo consiglio dei ministri. Con lo spettro della scadenza imminente del precedente taglio delle accise, l’esecutivo si trova nella posizione di dover valutare strumenti alternativi e più incisivi per scongiurare una nuova fiammata inflazionistica, qualora le compagnie decidessero di mantenere alti i profitti a discapito dei consumatori finali. I manager petroliferi, dal canto loro, hanno preferito mantenere il più stretto riserbo al termine del colloquio, lasciando la sede ministeriale senza rilasciare alcuna dichiarazione formale ai cronisti presenti.

La mossa del titolare del Mimit non ha tuttavia convinto i rappresentanti delle associazioni a tutela dei cittadini, che considerano l’iniziativa istituzionale debole e tardiva rispetto alle reali necessità del Paese. Durissimo è stato l’affondo di Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, il quale ha espresso un forte scetticismo sull’efficacia dell’incontro, sottolineando come manchi una vera azione punitiva o di controllo verso i giganti dell’oro nero. Secondo l’associazione, i tavoli di concertazione rischiano di trasformarsi in passerelle sterili se non supportati da sanzioni o da una vigilanza strutturata sui margini di guadagno della filiera.

«Il ministro Urso si sarebbe limitato a chiedere una riduzione più rapida e significativa dei prezzi dei carburanti alla pompa. Tutto qui. Nemmeno la minaccia di tassare gli extraprofitti milionari che le compagnie stanno facendo con il solito giochino della doppia velocità» ha dichiarato polemicamente il rappresentante dei consumatori, evidenziando una disparità di trattamento tra i tempi fulminei con cui i listini aumentano quando il greggio sale e la lentezza esasperante con cui scendono quando i mercati internazionali si raffreddano.

L’attenzione si sposta poi su uno degli strumenti di trasparenza che era stato promesso ai cittadini ma che, a distanza di anni, risulta ancora del tutto inoperante. La critica non si ferma infatti alla sola dialettica sui prezzi correnti, ma tocca l’efficienza stessa della macchina statale nell’applicazione delle riforme già approvate e finanziate. Il riferimento è a un’applicazione digitale pubblica che avrebbe dovuto rivoluzionare il rapporto tra automobilisti e stazioni di servizio.

«È ora che il ministro cominci a fare cose serie sul fronte dei carburanti a cominciare dall’app carburanti prevista dal decreto-legge 14 gennaio 2023 n. 5, unica cosa positiva di quell’inutile decreto, app che dopo la bellezza di oltre 3 anni e 5 mesi non ha ancora visto la luce. Una vergogna» ha concluso Dona con durezza.

Questo strumento digitale, introdotto formalmente nel testo del provvedimento d’inizio duemilaventitré, era stato concepito per offrire una soluzione pratica e immediata alla ricerca del prezzo più basso. L’applicazione per smartphone avrebbe dovuto mappare l’intera rete dei distributori nazionali, permettendo a chiunque di verificare in tempo reale i costi praticati da ciascun gestore e di scegliere la tariffa più conveniente prima di fare rifornimento. Nonostante lo stanziamento di fondi dedicati per lo sviluppo e la gestione del software, il progetto è rimasto impantanato nelle paludi della burocrazia ministeriale, privando la collettività di una risorsa fondamentale in un momento di forte incertezza economica.

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