Ritorno alla terra, sempre più under 35 scelgono attività agricole

28/06/2026

La terra italiana non è più considerata un settore amaro o privo di prospettive per le nuove generazioni. Nonostante le forti incertezze geopolitiche internazionali e la conseguente impennata dei costi di produzione, i neo imprenditori agricoli non arrestano la loro avanzata. Una chiara dimostrazione della forte attrattività del lavoro in campagna si riscontra nel bilancio della misura denominata Generazione Terra. Questo strumento, gestito direttamente dall’Istituto di servizio per il mercato agricolo alimentare sotto la vigilanza del ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, è finalizzato a favorire l’insediamento di nuovi produttori e a sostenere l’ampliamento delle aziende già esistenti. Le domande presentate dagli under 40 hanno raggiunto la considerevole cifra di 115 milioni di euro di finanziamenti richiesti. Tra le varie opzioni disponibili, la formula più apprezzata è stata quella del patto di riservato dominio, che consente ai giovani di avviare immediatamente l’attività sul terreno agricolo, il quale diventerà di loro proprietà esclusiva solo al termine del pagamento rateizzato. Le richieste per i mutui ipotecari tradizionali hanno invece toccato la quota di oltre 18 milioni di euro.

I dati statistici confermano che i giovani stanno dimostrando di credere fermamente nel futuro del comparto agroalimentare, soprattutto nelle aree interne e montane del Paese, da cui proviene oltre la metà delle richieste totali. Il Mezzogiorno si conferma la vera fucina delle nuove leve della terra, con la Sicilia, la Puglia e la Campania in cima alla classifica per numero di imprese giovanili. Questo esercito di professionisti under 35 ha dimostrato una resilienza maggiore rispetto alle aziende tradizionali di fronte alle criticità legate ai recenti conflitti internazionali e alla crisi demografica. Secondo gli ultimi report di settore, i lavoratori in agricoltura sono aumentati in modo significativo, registrando una crescita notevole soprattutto nei contratti a tempo indeterminato. Al contrario, nello stesso periodo i settori dell’industria, delle costruzioni e del commercio hanno fatto registrare perdite di occupati tra le fasce più giovani della popolazione.

La spinta verso i campi è supportata anche da ingenti investimenti governativi e da storiche battaglie condotte in sede europea per tutelare i fondi agricoli nazionali e promuovere l’uso delle nuove tecnologie genomiche. Le imprese guidate da giovani sono proprio quelle che investono maggiormente nell’innovazione digitale, nei droni e nei sistemi satellitari, riuscendo a dimezzare i consumi di risorsa idrica ed energia. Grazie a questo approccio tecnologico avanzato, la produttività media a ettaro delle aziende giovanili italiane risulta doppia rispetto a quella registrata dai colleghi dei partner europei. Il quadro normativo si arricchirà presto con l’approvazione del provvedimento Coltivaitalia, che metterà a disposizione ulteriori risorse finanziarie e migliaia di ettari di terreno demaniale gestiti da Ismea da assegnare in comodato d’uso gratuito per un decennio con opzione di riscatto finale.

L’obiettivo principale delle istituzioni resta quello di garantire redditi certi e adeguati per assicurare che le nuove generazioni rimangano stabilmente legate all’attività rurale. Il ministro Francesco Lollobrigida ha espresso grande soddisfazione per questo cambio di paradigma del settore, sottolineando il record storico toccato dal valore delle esportazioni agroalimentari nel mondo. Il titolare del dicastero ha commentato lo scenario: «Con queste misure, il governo Meloni intende porre le basi per un modello produttivo più solido, sostenibile, giovane e tecnologico. E la nuova generazione percepisce il cambio di paradigma. Il settore offre prospettive interessanti, grazie anche alla sempre più massiccia presenza sul mercato globale con un valore dell’export che ha raggiunto nel 2025 un record, con oltre 73 miliardi. Si stanno anche superando gradualmente le strozzature che negli anni scorsi avevano tarpato le ali a molti giovani, per il difficile accesso a terra e credito». Il ministro ha infine definito Generazione Terra come una «misura solida e responsabile che tutela chi investe: mutui fino a 30 anni, condizioni flessibili e una particolare attenzione alle aree interne. Dare terra ai giovani è una scelta sì economica, ma soprattutto strategica: significa rafforzare la nostra sovranità alimentare, difendere le eccellenze del Made in Italy e garantire il futuro ai nostri territori».

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