
Lavoro, 9 laureati su 10 ora scelgono la carriera in Italia
Il panorama occupazionale in Italia sta attraversando una fase di profondo rinnovamento, restituendo attrattività al mercato del lavoro nazionale per la stragrande maggioranza dei giovani qualificati. Secondo l’ultimo rapporto sulla condizione occupazionale sviluppato da AlmaLaurea, ben 9 laureati su 10 considerano oggi il contesto italiano stimolante per l’avvio della propria carriera. Questo indicatore positivo assume una rilevanza ancora maggiore se posto in correlazione con le analisi svolte da Unioncamere sulla dispersione dei talenti oltre i confini nazionali, che ha calcolato come il valore economico del capitale umano emigrato in un ampio arco temporale abbia rappresentato una fetta consistente del Prodotto Interno Lordo.
Attualmente la platea dei lavoratori nel Paese ha raggiunto la quota rilevante di 24 milioni e 207mila unità. I monitoraggi trimestrali elaborati dall’Istat fotografano, nei primi tre mesi dell’anno in corso, una crescita congiunturale che evidenzia l’ottimo stato di salute dell’economia italiana. Questo andamento virtuoso trova piena conferma anche nelle scale di comparazione internazionali fornite da Eurostat. L’ufficio statistico dell’Unione Europea ha infatti evidenziato come l’Italia abbia fatto registrare l’incremento del tasso di occupazione più marcato tra tutte le nazioni della comunità europea. Il Paese si è così posizionato come la vera locomotiva continentale per quanto riguarda la contrazione della disoccupazione nell’ultimo anno, superando nettamente le performance degli altri grandi Stati membri.
In merito alla scarsa risonanza mediatica di questi traguardi economici, l’economista Marco Fortis ha espresso una chiara riflessione sulle colonne della stampa nazionale: «questo dato non ha fatto notizia nel nostro Paese perché è una buona notizia, mentre se fosse stata brutta, come da copione, sarebbe finita quasi sicuramente in prima pagina». Entrando nel dettaglio delle rilevazioni statistiche, il tasso di disoccupazione nazionale è sceso al minimo storico del 5,3%, parallelamente a un aumento delle ore complessivamente lavorate e a un incremento congiunturale del Prodotto Interno Lordo.
La 28esima edizione dell’indagine AlmaLaurea, condotta su un bacino esteso di intervistati, certifica che a cinque anni dal conseguimento del titolo di studio l’inserimento professionale supera la soglia del 90% sia per i percorsi di primo livello sia per le lauree magistrali. Sul fronte retributivo, sebbene persista lo storico divario con l’estero, dove gli stipendi per i profili specializzati possono risultare nettamente superiori, si registrano segnali di ripresa anche sul territorio nazionale. Una dinamica stagione di rinnovi contrattuali ha permesso alle retribuzioni di superare il tasso di inflazione, e l’Istat ha rilevato un sensibile aumento congiunturale del costo del lavoro per unità di tempo pieno. Questa tendenza sta progressivamente modificando l’approccio dei giovani verso le prime esperienze professionali. I laureati disposti ad accettare compensi ridotti o non in linea con le proprie competenze sono in costante diminuzione, e le nuove generazioni mostrano una crescente determinazione nel rifiutare impieghi considerati sottopagati, a dimostrazione di una ritrovata fiducia nel valore del proprio percorso formativo.