
Roma, condannato un 57enne per anni di abusi domestici e maltrattamenti
La vicenda giudiziaria che ha visto coinvolto A.G., un uomo di 57 anni residente a Roma, si è conclusa con una sentenza di condanna a tre anni e sei mesi di reclusione. Le accuse che hanno retto al vaglio del giudice monocratico sono quelle di maltrattamenti e rapina, al termine di un percorso processuale che ha squarciato il velo su un lungo periodo di abusi domestici consumati tra le mura di un appartamento condiviso e persino sui luoghi di lavoro. Con la sua compagna, infatti, condivideva anche l’attività professionale, occupandosi della pulizia di spazi comuni all’interno di diversi stabili condominiali. Questa vicinanza costante non ha fatto altro che esacerbare un clima di controllo e prevaricazione che l’uomo esercitava sistematicamente su di lei, una donna di 50 anni che per lungo tempo ha tentato di proteggere il proprio aguzzino.
Il primo episodio documentato risale alla primavera del 2021, quando il marito, in preda alla furia, ha scagliato la donna contro una finestra della loro abitazione, causandole una seria lesione alla caviglia. In quella circostanza, la vittima scelse di non rivelare la verità al personale sanitario, temendo ripercussioni o sperando in un cambiamento dell’uomo. Presentatasi al pronto soccorso, la donna fornì una versione di comodo: «si è trattato di un incidente domestico, sono scivolata mentre facevo la doccia». Questo atteggiamento di copertura, purtroppo ricorrente in contesti di violenza di genere, ha permesso all’aggressore di proseguire indisturbato la sua escalation criminale per altri due anni. Nel 2022, la violenza si è spostata sul posto di lavoro, dove la cinquantenne è stata scaraventata a terra durante il turno di pulizia delle scale di un condominio, riportando ferite evidenti al volto.
L’indole possessiva è emersa con forza anche in contesti pubblici, come accaduto durante un evento musicale a Ceccano. In quell’occasione l’uomo, impegnato sul palco come musicista, ha interrotto la propria tranquillità professionale per scagliarsi verbalmente contro la compagna, rea semplicemente di aver ballato con un conoscente. Oltre alle percosse, il tribunale ha sanzionato anche un episodio di rapina avvenuto nell’autunno del 2023. L’uomo si era infatti impossessato del marsupio della donna, privandola di ogni mezzo di sussistenza e comunicazione, comprese le chiavi di casa e il telefono. Con il denaro sottratto, l’imputato aveva persino sostituito la serratura della porta, lasciando la compagna letteralmente in mezzo alla strada.
Solo la preoccupazione per la serenità dei figli adolescenti e il supporto del fratello hanno spinto la donna a trovare il coraggio necessario per interrompere il circolo della violenza e rivolgersi alle autorità. Nonostante un ammonimento formale emesso dal questore di Roma nel dicembre 2023, il 57enne ha continuato a perseguitare la vittima con telefonate minatorie e manipolatori tentativi di pace. Durante il dibattimento, la difesa ha provato a descrivere il rapporto come un legame conflittuale ma paritario, sostenendo che «non vi era una reale sottomissione ma solo una serie di liti reciproche dovute a una relazione travagliata». Tale tesi è stata però rigettata dal giudice, che ha riconosciuto la piena responsabilità dell’imputato, stabilendo inoltre un risarcimento immediato di mille euro a favore della parte offesa.