
La trattativa per il contratto dei dipendenti degli enti locali entra nel vivo
Il tavolo negoziale per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro dei dipendenti degli enti locali, relativo al triennio 2025-2027, entra ufficialmente nella sua fase cruciale. Un nuovo e importante confronto tra l’Aran, l’agenzia governativa incaricata di gestire le trattative nel pubblico impiego, e le sigle sindacali è fissato per la giornata di martedì. L’obiettivo delle parti è giungere a una firma definitiva entro la fine del mese corrente, un traguardo che rappresenterebbe una novità assoluta, poiché per la prima volta l’accordo verrebbe siglato proprio nel corso del suo periodo di vigenza temporale.
La manovra finanziaria per supportare questa riforma prevede uno stanziamento complessivo considerevole, comprensivo degli oneri riflessi, strutturato con 329,60 milioni di euro per l’anno 2025, 659,20 milioni per il 2026 e ben 988,81 milioni a decorrere dal 2027. Tali cifre equivalgono a un incremento programmato a regime pari al 5,4% del monte salari calcolato sul 2023, valore che a sua volta recepisce i precedenti incrementi del contratto 2022-2024 pari al 5,78%. In aggiunta a questi fondi, l’esecutivo ha stanziato altri 100 milioni di euro specificamente destinati al personale dei Comuni per il biennio 2027-2028.
Grazie a tali risorse economiche, i lavoratori del comparto vedranno crescere progressivamente le proprie buste paga, riducendo parzialmente lo storico divario retributivo con i colleghi dei ministeri e delle agenzie fiscali, storicamente avvantaggiati da salari più alti. Gli incrementi medi lordi mensili si tradurranno in 45 euro per il 2025, 91 euro per il 2026 e 137 euro a partire dal 2027. Dal primo gennaio 2028, l’iniezione dei 100 milioni aggiuntivi porterà l’aumento complessivo medio lordo mensile a regime a quota 155 euro. Il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, ha commentato lo stato dell’arte: «Stiamo costruendo un contratto moderno, che guarda alle trasformazioni in atto nel mondo del lavoro pubblico».
La bozza del testo contrattuale introduce anche rilevanti tutele sul piano normativo. Si segnala un intero titolo dedicato all’intelligenza artificiale, mutuato da quanto stabilito a giugno per il comparto delle Funzioni centrali. La norma impone alle amministrazioni l’obbligo di fornire un’informativa preventiva ai sindacati prima di implementare sistemi tecnologici avanzati. Viene inoltre sancito il principio cardine secondo cui nessuna decisione in grado di produrre effetti giuridici sul rapporto d’impiego possa essere demandata in modo esclusivo ad algoritmi automatizzati, richiedendo sempre la supervisione di un operatore umano. Al contempo, gli enti dovranno pianificare percorsi formativi volti a educare il personale all’utilizzo consapevole dell’intelligenza artificiale.
Sul fronte del welfare e dell’attrattività della pubblica amministrazione nei confronti delle giovani generazioni, il contratto cancella le disparità tra dipendenti neoassunti e personale anziano. A tutti i lavoratori, indipendentemente dall’anzianità di servizio, sarà garantito da subito il medesimo ammontare di giorni di riposo annuali. Inoltre, recependo gli ultimi orientamenti della giurisprudenza, viene creata un’indennità giornaliera durante le ferie, calcolata sulle indennità di turno e di servizio esterno maturate nell’anno solare precedente, consentendo così al dipendente di percepire uno stipendio stabile anche durante i periodi di riposo. Viene poi ampliato l’istituto delle ferie solidali, che permetterà la cessione di giornate non solo a chi assiste figli minori, ma anche a coloro che devono prendersi cura del coniuge o di parenti e affini entro il secondo grado. La bozza tutela ulteriormente le persone colpite da patologie oncologiche tramite specifici permessi per effettuare visite e terapie mediche, e introduce una clausola anti-inflazione basata su incontri periodici di verifica tra Aran e sindacati, oltre a una disposizione mirata a garantire la parità retributiva tra uomini e donne. Commentando la vasta portata di queste misure per un bacino di oltre 400mila dipendenti, Antonio Naddeo ha sottolineato: «I progressi su istituti come le ferie solidali e la parità di trattamento tra i dipendenti dimostrano l’attenzione delle parti verso la qualità del lavoro e la coesione organizzativa».