
Sacerdote americano ruba un frammento da una domus del Celio: denunciato
Il fascino millenario della Capitale rischia a volte di indurre in tentazione anche chi, per missione di vita, dovrebbe essere il primo a custodire e rispettare i precetti morali e religiosi. Un singolare episodio di cronaca ha visto come protagonista un sacerdote statunitense di 37 anni, originario della Louisiana, giunto in Italia alla guida di una comitiva di circa quindici fedeli cattolici appartenenti alla sua stessa parrocchia. Durante una visita programmata all’interno delle Case romane del Celio, il suggestivo complesso archeologico sotterraneo che la tradizione indica come antica dimora dei Santi Giovanni e Paolo, il religioso non ha saputo resistere davanti a un blocco calcareo bianco, infilandolo nel proprio zaino e approfittando della distrazione generale e della presenza di altri visitatori nelle sale.
I fatti si sono verificati nella mattinata dello scorso 23 giugno, mentre il gruppo si trovava a passeggiare tra i tesori del Centro Storico. Dopo aver ammirato gli splendidi affreschi della sala dei Geni, i dipinti della sala dell’Orante e la magnificenza del ninfeo, la comitiva si è addentrata nella cosiddetta Cella vinaria, un ambiente caratterizzato dalla presenza al suolo di diversi frammenti lapidei. In quel momento il sacerdote si è chinato per raccogliere una roccia squadrata, convinto di non essere osservato da nessuno. L’azione è stata tuttavia notata da una parrocchiana del suo stesso gruppo la quale, inizialmente confusa e intimorita dal ruolo della sua guida spirituale, ha preferito non dire nulla sul momento, consentendo alla comitiva di lasciare il museo senza che il personale di vigilanza si accorgesse dell’ammanco.
La coscienza della donna ha però preso il sopravvento due giorni dopo, in prossimità della data del volo di rientro per gli Stati Uniti. La signora si è presentata spontaneamente presso la stazione dei carabinieri di Prati, in via Muzio Clementi, per denunciare quanto aveva visto. Ricevuta la segnalazione, i militari della compagnia di San Pietro si sono messi sulle tracce del gruppo, intercettando il prete e i fedeli in serata mentre si trovavano a cena in un ristorante nei pressi del Vaticano. Di fronte alle contestazioni degli investigatori, il 37enne è subito crollato ammettendo le proprie colpe e spiegando di aver agito per l’ingenuo desiderio di portare a casa un ricordo tangibile del pellegrinaggio romano, pur senza conoscere il reale valore scientifico o storico del pezzo sottratto.
I successivi accertamenti condotti in collaborazione con la direzione del museo e con gli esperti della Soprintendenza hanno fortunatamente stabilito che l’oggetto non possedeva alcun pregio artistico o storico, trattandosi semplicemente di materiale di risulta calcareo proveniente da vecchi scavi edilizi. L’uomo è stato comunque denunciato per furto aggravato e la pietra verrà presto ricollocata nel sito originario. Nel medesimo fine settimana, i carabinieri hanno intensificato i controlli nell’area circostante la basilica papale, identificando 360 persone e traendo in arresto 6 malviventi, tra cui un cittadino peruviano sorpreso all’interno della chiesa di Gregorio Settimo dopo aver rubato la borsa a un’anziana di 87 anni intenta a pregare.
M.M.