
Cucine da incubo a Roma: il Nas chiude 30 locali e stacca 300mila euro di multe
La sicurezza a tavola nella Capitale passa sotto la lente d’ingrandimento dei Carabinieri del Nucleo antisofisticazione e sanità, che negli ultimi mesi hanno intensificato le verifiche per contrastare le gravi carenze igienico-sanitarie nei locali pubblici. Tra il mese di gennaio e quello di maggio, i militari hanno passato al setaccio 200 attività di ristorazione distribuite in vari quadranti cittadini, dal Tuscolano al Centro Storico, passando per l’Eur, il Prenestino, Centocelle e l’Anagnina. Il bilancio di questa massiccia operazione descrive una situazione preoccupante, con cento titolari sanzionati, evidenziando una media di un locale irregolare ogni due controllati. Le sanzioni complessive hanno raggiunto la cifra di 300mila euro, portando alla sospensione immediata dell’attività per 30 tra bar e ristoranti.
Una quota significativa dei provvedimenti di chiusura ha riguardato la ristorazione etnica, con ben 20 strutture specializzate in sushi con la formula all you can eat che hanno dovuto abbassare le serrande. In questi specifici casi, le ispezioni hanno portato al sequestro e alla successiva distruzione di ingenti quantitativi di cibo mal conservato e privo di qualsiasi elemento di tracciabilità. Le cucine e le sale di questi locali versavano in condizioni di profonda sporcizia, incompatibili con le norme di sicurezza alimentare. Sebbene i militari abbiano precisato che si tratta principalmente di «controlli a campione», in un’occasione specifica l’intervento congiunto con gli ispettori dell’Azienda sanitaria locale è scattato a seguito di una segnalazione per intossicazione. Lo scorso gennaio, infatti, una comitiva di venti persone aveva accusato gravi malori dopo aver cenato in un ristorante di sushi sulla via Anagnina, dando il via a verifiche a macchia di leopardo. Questo filone investigativo si ricollega ai sequestri dello scorso anno, quando vennero intercettati oltre 260 chili di pesce e crostacei provenienti direttamente dalla Cina, stipati all’interno di normali valigie da viaggio insieme a ghiaccio e destinati proprio alle cucine romane.
La mappa dei controlli ha toccato anche i luoghi simbolo del turismo e della tradizione romana. Nel mese di aprile, un blitz mirato ha colpito due note norcinerie situate in via della Scrofa e nei pressi del Pantheon, gestite da un unico e conosciuto amministratore del settore. Oltre alle gravi inadempienze igieniche e di conservazione dei salumi e delle coralline, gli ispettori hanno scoperto che le due attività erano collegate abusivamente alla rete elettrica pubblica, motivo per cui è scattata l’immediata sospensione delle licenze. Non meno clamoroso è stato il caso che a marzo ha coinvolto una storica pasticceria dei Parioli, attiva sin dagli anni ’50. L’ispezione ha rivelato la presenza di alimenti scaduti e alterati da pericolose muffe, ma l’illecito più rilevante è emerso dal contatore elettrico, modificato per sottrarre energia. Il danno stimato ai danni della rete pubblica per il periodo compreso tra marzo 2022 e marzo 2026 ammonta a circa 360mila euro di bollette mai pagate. I controlli legati a questo marchio storico si sono poi estesi ad altre sedi della catena, come quella in piazza Sant’Emerenziana, portando a denunce e arresti per frode in commercio e riciclaggio.
L’attività repressiva del Nas conferma un trend già emerso nel corso del 2025, anno in cui erano stati eseguiti oltre mille controlli con il sequestro di 780 quintali di merce per un valore complessivo superiore ai 14 milioni di euro e sanzioni per oltre un milione di euro. L’attenzione degli investigatori resta altissima sulla tracciabilità delle materie prime, poiché la mancanza di informazioni chiare sull’origine dei prodotti impedisce di intervenire con rapidità per ritirare i lotti dal mercato in caso di emergenze sanitarie o contaminazioni biologiche.