
Avevano violentato una minorenne, condannati due peruviani a 8 anni di carcere
I giudici della quinta sezione collegiale penale di Roma hanno emesso una dura sentenza di condanna nei confronti di due uomini di nazionalità peruviana, rispettivamente di 58 e 30 anni, ritenuti colpevoli di violenza sessuale di gruppo aggravata dal fatto che la vittima, all’epoca dei fatti, era ancora minorenne. Il tribunale capitolino ha stabilito per ciascuno degli imputati una pena di otto anni e mezzo di reclusione, oltre all’obbligo di corrispondere alla giovane una provvisionale di 30mila euro come risarcimento per i gravissimi danni subiti. La vicenda risale al giugno del 2020 e si è consumata all’interno di un’abitazione privata, dove la ragazza era stata condotta con l’inganno dopo un singolare preambolo.
Tutto era iniziato nei pressi di un punto vendita della nota catena di abbigliamento H&M, dove la giovane, che conosceva i due uomini soltanto di vista, era stata avvicinata con una proposta illegale. I due le avevano suggerito di entrare nel negozio fingendosi la fidanzata del trentenne, con l’obiettivo di sottrarre alcuni capi di vestiario e fuggire senza pagare. L’azione era andata a segno con il furto di un paio di pantaloni, i quali tuttavia presentavano ancora la placca magnetica dell’antitaccheggio. A quel punto il 58enne era intervenuto offrendo una soluzione immediata, sostenendo di possedere il macchinario idoneo a rimuovere il dispositivo di sicurezza. Una volta entrati nell’appartamento, però, le reali intenzioni dei due uomini si sono manifestate in tutta la loro gravità.
Invece di limitarsi a liberare il capo d’abbigliamento dalla placca, i due complici hanno iniziato a offrire insistentemente da bere alla minorenne. Complici i brindisi ripetuti e la grande quantità di alcol somministrata, la vittima è scivolata rapidamente in uno stato di alterazione profonda, perdendo la capacità di reagire e di comprendere quanto stesse accadendo intorno a lei. Durante la sua dettagliata requisitoria in aula, il pubblico ministero Ilaria Corda ha ricostruito con precisione quei drammatici momenti, affermando che «l’hanno fatta bere fino a toglierle la capacità di giudizio». La rappresentante dell’accusa, che per i due imputati aveva originariamente sollecitato una condanna ancora più severa pari a dieci anni di reclusione, ha poi rimarcato come la giovane si trovasse ormai in totale stato di incoscienza, «tanto da non poter opporre resistenza».
Proprio approfittando della vulnerabilità e dell’incapacità della ragazza di esprimere un valido consenso, i due uomini hanno abusato ripetutamente di lei. La vittima, costituitasi parte civile nel processo con l’assistenza dell’avvocata Cristina Cerrato, si è svegliata improvvisamente in preda alla confusione mentre la violenza sessuale era ancora in pieno svolgimento. A causa del forte malore accusato dalla giovane, gli stessi aguzzini, spaventati dal tracollo delle sue condizioni di salute, si sono visti costretti a richiedere l’intervento dei soccorritori tramite il numero unico di emergenza. Il trasporto in ospedale e le successive analisi effettuate dai medici del pronto soccorso si sono rivelati fondamentali per lo sviluppo delle indagini. Sotto shock davanti al personale delle forze dell’ordine, la ragazza è riuscita a ricordare nitidamente l’identità di uno solo dei suoi aggressori. Tuttavia, i rilievi della polizia scientifica e l’esame dei campioni biologici isolati sul corpo e sugli indumenti intimi della vittima hanno permesso agli inquirenti di incastrare inconfutabilmente anche il secondo complice, che in una prima fase dell’inchiesta non era stato iscritto nel registro degli indagati, portando così al processo conclusosi con la sentenza di ieri pomeriggio.
M.M.