
Rincari energetici, nuove risorse dal Pnrr e dai Fondi di coesione
Il Festival di Trento, organizzato dal Sole24Ore e Trentino Marketing, si conferma un importante laboratorio di idee e un punto di snodo per il dibattito sulle politiche economiche e sociali del continente. Quest’anno la manifestazione ha offerto spunti cruciali, a partire dalla gestione dei fondi comunitari per contrastare l’emergenza energetica. Una parziale rassicurazione sul fatto che l’Europa stia muovendo i primi passi è giunta dal vice presidente della Commissione Europea, Raffaele Fitto. L’esponente italiano ha delineato le due principali strategie su cui l’esecutivo comunitario sta concentrando gli sforzi. La prima misura riguarda la rimodulazione dei fondi di coesione. A tal proposito, Fitto ha dichiarato che «abbiamo appena concluso una revisione molto importante, per 35 miliardi a livello europeo», specificando che circa 7 miliardi di questa quota saranno riservati all’Italia. La seconda opzione prevede la facoltà di modificare, in una fase conclusiva, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, con la scadenza per la presentazione dell’impianto definitivo fissata al 31 maggio. Da questi due canali finanziari dovrebbero affluire le prime risorse, quantificabili in circa 5 miliardi di euro, destinate a contenere i rincari energetici. Si tratta, tuttavia, di un intervento tampone che lo stesso Fitto valuta a breve termine. Sul tavolo resta infatti il confronto, più complesso e dai tempi necessariamente più dilatati, per consentire agli Stati membri di dirottare sul comparto energetico anche i fondi stanziati per la Difesa, in linea con la formale richiesta inoltrata nei giorni scorsi dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni a Ursula von der Leyen. Fitto ha confermato che «esiste una discussione più ampia sul tema dell’eventuale scostamento» dei parametri del Patto di Stabilità e che l’interlocuzione in corso ricalca fedelmente quanto già espresso dal commissario Valdis Dombrovskis.
Queste dichiarazioni giungono in un momento cruciale per la politica interna, alla vigilia di un consiglio dei ministri decisivo per il rinnovo dello sconto sulle accise di benzina e diesel e per disinnescare lo sciopero indetto dagli autotrasportatori. Sempre dalla platea di Trento, il ministro per le infrastrutture Matteo Salvini ha confermato l’imminente esame del provvedimento, rivendicando l’azione del governo ma evidenziando i limiti strutturali delle risorse statali. Salvini ha annunciato: «interverremo a sostegno delle accise e dell’autotrasporto, ma non potremo continuare ancora avanti solo con risorse interne». Di fronte all’eventualità di un diniego da parte degli organismi comunitari, il leader della Lega ha espresso una posizione netta: «se non arriverà l’ok da Bruxelles alla deroga generalizzata, auto-derogheremo, perché non ci possiamo permettere il caos». Il ministro ha contestato aspramente l’atteggiamento della Commissione, rea a suo dire di sottovalutare i 45 miliardi di extracosti energetici complessivi europei accumulati dall’inizio del conflitto, di cui 5 ricadono interamente sull’Italia. Per il titolare delle Infrastrutture, la linea di Bruxelles improntata ad «arrangiarsi continuando a rispettare i Patti di stabilità e crescita» è irricevibile, parlando apertamente di un «atteggiamento ottuso, ideologico e fuori dal mondo, quello di una Commissione europee che dice che la situazione è grave, ma non abbastanza per intervenire».