
E’ corsa contro il tempo per reperire le risorse per il taglio delle accise
L’obiettivo prioritario dell’esecutivo in queste concitate ore è individuare le risorse economiche utili a scongiurarne un brusco aumento dei prezzi dei carburanti. Se le coperture non verranno trovate entro la scadenza di venerdì 22 maggio, i cittadini rischieranno di trovare una sgradita sorpresa ai distributori, con i prezzi di benzina e gasolio pronti a superare la soglia psicologica dei due euro al litro. Le indiscrezioni che filtrano dai palazzi della politica romana descrivono una situazione complessa, in cui l’estensione del provvedimento appare incerta o quantomeno ridotta nei suoi effetti. Tuttavia, direttamente da Parigi, a margine dei lavori del G7 delle Finanze, i rappresentanti del Ministero dell’Economia e delle Finanze hanno voluto rassicurare l’opinione pubblica, confermando che si muoveranno per garantire la proroga dello sconto fiscale.
A oltre 1400 chilometri di distanza dai taccuini internazionali francesi, i tecnici del ministero si trovano di fronte a un delicato incastro di bilancio. Per mantenere l’attuale riduzione delle accise, che equivale a 20 centesimi per il gasolio e 5 centesimi per la benzina, occorrono circa 300 milioni di euro. La difficoltà principale deriva dall’impossibilità di utilizzare immediatamente l’extragettito fiscale del mese di maggio, poiché l’incasso effettivo di tali somme è previsto soltanto per il 9 giugno. Sul tavolo del governo si profilano quindi due distinte strategie: la prima prevede un rinnovo frazionato nel tempo per procedere per gradi, mentre la seconda punta a reperire l’intera somma utile a coprire il fabbisogno economico direttamente fino alla metà del mese prossimo.
La gestione dell’emergenza carburanti si sovrappone a un altro dossier altrettanto infuocato, legato alle scadenze dei benefici riservati al comparto dei trasporti pesanti. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha programmato un incontro con i rappresentanti degli autotrasportatori per il pomeriggio di venerdì, un vertice immediato che precederà la riunione del Consiglio dei ministri. L’intenzione politica è quella di varare un decreto unico che sappia fondere la proroga dello sconto alla pompa con nuove misure di sostegno capaci di placare le proteste della categoria. L’obiettivo fondamentale è disinnescare la minaccia di uno sciopero di cinque giorni consecutivi, indetto dal 25 al 29 maggio, che rischierebbe di paralizzare l’intera rete distributiva nazionale.
Le conseguenze di un simile blocco sarebbero devastanti per il sistema paese, con il rischio concreto di scaffali vuoti nei supermercati e nelle farmacie, stazioni di servizio prive di scorte e un generale rallentamento delle attività industriali e manifatturiere. Consapevole di questo scenario allarmante, la premier ha esortato i propri ministri a compiere ogni sforzo utile per evitare una rottura totale con i lavoratori del settore: «Bisogna tentare l’impossibile per aiutare un comparto in affanno e senza il quale si ferma il Paese. È un pericolo che non possiamo in alcun modo correre». Per andare incontro alle richieste dei camionisti, si valuta un incremento del credito d’imposta per l’acquisto del gasolio, oltre alla concessione di una dilazione per i pagamenti dell’Iva e dei contributi previdenziali fino alla fine dell’anno in corso.
Mentre si attendono i dettagli dei provvedimenti economici, le associazioni di categoria hanno formalizzato le proprie preoccupazioni inviando una lettera al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Nel documento firmato dalla sigla Unatras viene evidenziato il serio rischio di possibili infiltrazioni da parte di soggetti estranei al movimento dei lavoratori, interessati a sfruttare le giornate di protesta per destabilizzare l’ordine pubblico attraverso azioni illegali, come il blocco degli snodi autostradali o il lancio di oggetti dai cavalcavia. La principale organizzazione del settore ha quindi richiesto l’attivazione di tutti gli strumenti di sicurezza necessari per garantire che la mobilitazione sindacale possa svolgersi nel pieno adempimento delle normative vigenti, tutelando sia la pubblica sicurezza sia la libertà di movimento dei cittadini.