
Sorpreso dalla polizia armato di pistola, in manette il boss del Tufello
Nel cuore dei quartieri Val Melaina e Tufello, il nome di Fabio Guida evoca ancora oggi un passato di forte egemonia criminale legata al controllo delle piazze di spaccio. Il 41enne, considerato un tempo ai vertici di un gruppo capace di dominare i traffici illeciti tra Montesacro e San Basilio, è tornato recentemente al centro delle cronache giudiziarie. Questa volta non si è trattato di una complessa operazione contro il narcotraffico internazionale, bensì di un intervento scaturito dal clima di terrore che l’uomo stava alimentando all’interno dei lotti popolari. Guida è stato infatti sorpreso mentre si aggirava tra i caseggiati impugnando una pistola semiautomatica, un gesto compiuto con una tale frequenza e naturalezza da allarmare profondamente i residenti della zona.
L’aspetto che ha maggiormente colpito gli inquilini delle palazzine di via di Val Melaina e gli agenti del commissariato Fidene Serpentara è stata l’assoluta gratuità di tale comportamento. Sebbene la paura serpeggiasse tra i vialetti del complesso popolare, nessuno aveva trovato la forza di affrontarlo o di invitarlo a riporre l’arma. Tuttavia, nel quartiere le notizie circolano rapidamente e le segnalazioni su quell’uomo armato sono giunte agli investigatori, i quali hanno immediatamente predisposto un servizio di sorveglianza discreto per accertare la veridicità delle informazioni raccolte.
L’operazione è scattata pochi giorni fa, quando una squadra di agenti in borghese ha circondato l’area. Durante un appostamento tra le scale del condominio, due ispettori e un assistente hanno incrociato Guida, il quale ha riconosciuto istantaneamente i poliziotti e ha tentato una fuga disperata verso la terrazza comune. Durante la corsa, il quarantunenne ha accennato un movimento verso la cintola, dove era custodita l’arma, ma l’intervento rapido degli agenti gli ha tolto ogni spazio di manovra. Al grido dei poliziotti che gli intimavano di fermarsi e sollevare le mani, l’uomo si è bloccato lasciandosi ammanettare senza opporre ulteriore resistenza. Al momento del sequestro, gli ispettori hanno constatato che la pistola, una calibro 38 con matricola abrasa, era carica e presentava già il colpo in canna.
Le indagini sottolineano come Guida sia una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine, già protagonista di episodi analoghi in passato. Nel 2018 era stato infatti bloccato mentre inseguiva un individuo con un’arma in pugno, poco prima di essere coinvolto nella maxi operazione che smantellò il gruppo degli intoccabili del Tufello, sodalizio che garantiva lo spaccio continuativo di ogni tipo di sostanza stupefacente. In quell’occasione, la forza intimidatrice del gruppo era tale da spingere alcuni sodali a urlare provocatoriamente verso le forze dell’ordine: «al Tufello ce potete entrà solo coi carri armati». Oggi, il contesto appare profondamente mutato e l’arresto del boss ha riportato una precaria serenità tra le palazzine di Val Melaina.
M.M.