
La Svizzera non arretra: pretende i soldi delle cure ai feriti di Crans Montana
Il confronto tra Italia e Svizzera si fa sempre più aspro in seguito ai tragici eventi della notte di Capodanno presso il bar Le Constellation. Al centro della disputa non vi è soltanto la ricerca della verità giudiziaria, ma anche una controversia economica legata ai costi dei soccorsi prestati ai giovani coinvolti. Berna non sembra intenzionata a concedere alcuno sconto e richiede che le fatture per le cure mediche erogate negli ospedali di Sion e Zurigo vengano saldate interamente. All’appello mancano ancora le cifre più consistenti, in particolare quelle relative alla lunga degenza della quindicenne biellese rimasta ricoverata per oltre un mese in territorio elvetico.
Le autorità svizzere premono affinché il ministero della Salute italiano rimborsi le parcelle già emesse, che per quattro ragazzi ammontano a oltre 128mila euro. Una cifra che appare sproporzionata agli occhi dei rappresentanti italiani, specialmente per quanto riguarda il costo di un singolo giorno di degenza, giudicato eccessivo dall’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado. Nonostante l’errore iniziale che ha visto alcune famiglie ricevere direttamente i conti a casa, Doris Bianchi, direttrice dell’Ufficio federale delle assicurazioni sociali, ha ribadito con fermezza la necessità di rispettare gli accordi europei vigenti: «Mi spiace per le fatture mandate per sbaglio alle famiglie italiane, ma gli accordi europei vanno rispettati». La risposta della diplomazia italiana è stata però altrettanto netta, manifestando la volontà di rinunciare a tali protocolli se le condizioni dovessero restare queste.
Parallelamente alla battaglia burocratica, si apre un capitolo doloroso sul fronte delle indagini con l’accesso ai filmati registrati dalle telecamere di sorveglianza del locale. Questi documenti visivi, rimasti segreti per mesi, mostrano i due minuti fatidici in cui l’incendio ha devastato la struttura, causando la morte di 41 persone. Le immagini documentano la rapidità con cui le fiamme si sono propagate dal soffitto e i tentativi disperati dei presenti di trovare una via di fuga. Secondo i legali delle vittime, i video potrebbero far luce su eventuali negligenze nella gestione dell’emergenza e sulle responsabilità legate all’uso di candele scintillanti che avrebbero innescato il rogo.
Mentre gli inquirenti si preparano a nuovi interrogatori previsti per il mese di maggio, la politica italiana si muove per garantire tutele ai sopravvissuti. Una risoluzione depositata alla Camera punta a riconoscere la gratuità totale dei percorsi riabilitativi e psicologici per le vittime di gravi ustioni, cercando di inserire tale condizione tra le patologie croniche che danno diritto all’esenzione sanitaria nazionale. L’obiettivo dichiarato dai promotori dell’iniziativa è evitare che, oltre al trauma fisico e psicologico, i reduci della tragedia debbano sostenere anche l’insostenibile peso economico delle cure necessarie per la loro guarigione.