
Roma, Zona 30: fioccano le multe e le patenti ritirate
Il debutto della nuova viabilità romana dedicata alla moderazione della velocità ha iniziato a produrre i primi numeri ufficiali, delineando un quadro di controlli serrati che non ha risparmiato gli automobilisti meno attenti. Il primo bilancio delle attività condotte ai posti di blocco istituiti nelle recenti Zone 30 della Capitale riporta cifre significative: su duemila veicoli sottoposti a verifica, sono state elevate 200 sanzioni complessive e ritirate dieci patenti di guida. Al centro dell’attenzione c’è stato proprio il rispetto del nuovo limite di 30 chilometri orari, una misura che ha visto trenta automobilisti fermati sul posto e sanzionati per non aver adeguato la propria andatura alle nuove disposizioni urbane.
Le operazioni di controllo si sono concentrate in alcuni dei punti nevralgici del centro storico e delle direttrici di scorrimento principali, tra cui via del Teatro di Marcello, il traforo Umberto I, corso Vittorio Emanuele e i tratti del Lungotevere interessati dal provvedimento. Questa stretta era stata anticipata dal Campidoglio già nello scorso gennaio e, dopo una fase preparatoria, è diventata pienamente operativa dalla fine del mese scorso attraverso l’impiego di velox mobili e postazioni fisse. Le verifiche non si sono limitate esclusivamente alla velocità, ma hanno riguardato l’intero spettro delle norme previste dal Codice della Strada. Le pattuglie del I Gruppo Centro e le unità specializzate del Gruppo pronto intervento traffico hanno infatti monitorato con rigore l’uso delle cinture di sicurezza, il pericoloso utilizzo del cellulare durante la guida e la regolarità della documentazione obbligatoria, come l’assicurazione e la revisione periodica dei mezzi.
L’introduzione di questa misura risponde a una precisa volontà politica e amministrativa volta a trasformare Roma in una città più sicura e vivibile. Come spiegato dall’assessore capitolino alla mobilità, Eugenio Patanè, l’obiettivo primario è la tutela degli utenti più vulnerabili della strada. Secondo l’esponente della giunta, «Abbiamo il dovere di ridurre gli incidenti, le vittime e il differenziale di velocità tra soggetto forte e soggetto più fragile. In questo modo abbattiamo il rischio di mortalità». Questo approccio ha richiesto un graduale adeguamento delle infrastrutture e della segnaletica, accompagnato da una campagna di comunicazione che ha preceduto l’installazione dei rilevatori e dei cartelli. Al momento, il sistema può contare su quattro indicatori di velocità fissi e quindici velox mobili gestiti dagli agenti della polizia locale in modalità itinerante.
La mappa della trasformazione urbana non riguarda esclusivamente il nucleo storico, ma si estende a 52 strade distribuite in vari quartieri della città. Nel Municipio II la riduzione della velocità è già realtà in via Reggio Calabria, via del Castro Laurenziano e via di Villa Ada, mentre nel Municipio IV i rallentamenti sono obbligati in via Filippo Meda e via Recanati. Molto ampio l’intervento nel Municipio V, tra il Prenestino e Centocelle, dove il limite riguarda via di Villa Serventi, via del Pigneto, viale Agosta, via dei Gelsi, via delle Robinie e via Achille Vertunni. Spostandosi nel Municipio VII, la segnaletica delle Zone 30 è apparsa in viale dei Consoli, viale San Giovanni Bosco, via Giuseppe Salvioli, via Amantea, via Casignana, via Gasperina, via Genzano e piazza di Villa Fiorelli.
I cantieri e i controlli hanno toccato anche il Municipio VIII in via dell’Arcadia e via Andrea Di Bonaiuto, così come il quartiere Aurelio nel Municipio XIII con via della Cellulosa e via della Madonna del Riposo. Proseguendo verso Roma nord, nel Municipio XIV, le verifiche interessano via Pietro Gasparri, piazza Giovenale, via Pietro Maffi e via Pasquale II, fino a raggiungere il Municipio XV in via San Godenzo. Per chi non rispetta le nuove regole, le conseguenze economiche sono proporzionate all’entità della violazione: le sanzioni amministrative partono da un minimo di 42 euro per i superamenti più lievi fino ad arrivare a un massimo di 847 euro nei casi di eccesso di velocità più grave, confermando la determinazione dell’amministrazione nel perseguire l’obiettivo della sicurezza stradale totale.