
Roma, presto un centro anti-violenza sulle donne in ogni municipio
La città di Roma si appresta a compiere un passo decisivo nel contrasto alla violenza di genere, puntando a una capillarità mai raggiunta prima d’ora sul territorio capitolino. L’obiettivo dell’amministrazione è chiaro e ambizioso: garantire che ogni singolo municipio della Capitale possa offrire alle donne un punto di riferimento sicuro, un luogo dove trovare ascolto, protezione e gli strumenti necessari per ricominciare. Nel giro di pochissimi mesi, la già solida rete di supporto cittadina è destinata a espandersi ulteriormente, passando dai 16 presìdi attualmente operativi a 18, coprendo così anche gli ultimi due quadranti che fino a questo momento erano rimasti privi di un centro antiviolenza dedicato. Si tratta di una risposta concreta a una piaga sociale che non accenna a diminuire, ma che trova nel sistema di welfare locale un argine sempre più strutturato e vicino alle persone.
Le nuove strutture sorgeranno in zone strategiche e spesso complesse della periferia romana, dove la presenza dello Stato è fondamentale. Nel Municipio VI, il nuovo centro troverà casa a Villaggio Falcone, precisamente in via Romero, dove i lavori di allestimento del cantiere sono ormai giunti alle battute finali. Per l’apertura definitiva mancano solo alcuni passaggi tecnici e burocratici, come l’attivazione delle utenze, l’installazione del sistema di videosorveglianza e il completamento dell’impianto fotovoltaico che renderà la struttura energeticamente sostenibile. Contemporaneamente, nel Municipio X, fervono i preparativi ad Acilia, in piazza dei Sicani, dove gli operatori sono impegnati nelle ultime rifiniture, inclusi alcuni interventi di ripristino necessari a causa di infiltrazioni che avevano danneggiato il controsoffitto.
Il piano del Campidoglio non si ferma però alla semplice copertura delle zone scoperte. Una volta completata questa fase, l’impegno si sposterà sul potenziamento dei municipi che già ospitano centri attivi, partendo dal Municipio XI. Qui, oltre alla struttura già presente nel quartiere Marconi, è prevista la nascita di un nuovo presidio nel cuore di Corviale, all’interno della cosiddetta Trancia H, l’edificio che taglia diagonalmente il celebre Serpentone. Questo progetto, finanziato con i fondi del Pnrr e sotto la guida dell’assessorato di Pino Battaglia, dovrebbe concludersi entro la fine del 2026. Michela Cicculli, presidente della Commissione Pari opportunità, ha espresso grande soddisfazione per le modalità con cui sta nascendo lo spazio di Corviale: «abbiamo potuto immaginare insieme gli spazi: siamo riusciti a intervenire anche nella fase progettuale, così lo spazio è stato costruito tenendo conto delle esigenze ».
Questi centri, coordinati dall’assessorato presieduto da Monica Lucarelli, non sono semplici uffici burocratici, ma veri e propri porti sicuri operativi generalmente dalle nove alle sedici, ma pronti a scattare ventiquattr’ore su ventiquattro in caso di emergenze impreviste. Al loro interno operano professioniste specializzate che non impongono percorsi standardizzati, ma costruiscono insieme alla donna una via d’uscita personalizzata che passa per la consulenza legale, il supporto psicologico e l’orientamento al mercato del lavoro. Michela Cicculli ha tenuto a precisare la filosofia che anima queste strutture: «aiutano le donne a capire a che punto siano, senza obbligarle a fare nulla – non esiste un percorso imposto, ma un sostegno alle scelte che, insieme all’operatrice, si ritengono più opportune».
L’urgenza di questi nuovi presìdi è confermata dai dati, che mostrano una consapevolezza crescente tra le donne romane. Nel 2023, le richieste di aiuto sono aumentate del 21% rispetto all’anno precedente, portando il numero complessivo degli accessi a circa 2.500. Questa crescita della domanda fa emergere bisogni primari che vanno oltre la prima assistenza: casa, lavoro e indipendenza economica sono i pilastri su cui poggia la vera autonomia. La sfida per il futuro prossimo sarà dunque quella di integrare questi centri in una rete territoriale più vasta, capace di accompagnare le donne in ogni aspetto della loro nuova vita, garantendo supporto anche nelle scuole e nell’accesso ai servizi abitativi, affinché nessuna si senta più isolata nel momento del bisogno.