
Roma, scoperta choc al Liceo Vivona: trovata una donna morta in cortile
Una città ancora immersa nel sonno è stata attraversata nel cuore della notte da un’auto in corsa, partita dal quartiere Nomentano per raggiungere l’Eur in una traiettoria solitaria carica di sofferenza. Il viaggio di una donna di 42 anni si è concluso davanti alla scala antincendio del liceo classico Francesco Vivona, dove la donna ha deciso di compiere il suo ultimo gesto. Dopo aver scavalcato il cancello laterale di via dell’Elettronica, è salita fino alla sommità della struttura metallica e si è lasciata cadere nel vuoto. La macabra scoperta è avvenuta nelle prime ore del mattino, quando gli operai impegnati nella ristrutturazione dell’edificio scolastico sono giunti sul posto per iniziare il turno di lavoro. Il corpo giaceva nel cortile interno, in una scena resa ancora più straziante da un dettaglio inquietante: la vittima indossava soltanto il pigiama e i calzini, senza scarpe o pantofole, nonostante avesse percorso circa 15 chilometri alla guida della sua vettura per raggiungere quel preciso luogo.
Gli operai della ditta edile, che operano tra i ponteggi che avvolgono l’istituto, hanno immediatamente allertato le autorità. Proprio mentre veniva dato l’allarme, i genitori, con cui la donna aveva passato la domenica sera nel loro appartamento del Nomentano, avevano già denunciato la scomparsa della figlia ai carabinieri della compagnia Parioli. I familiari, svegliatisi nel cuore della notte, si erano accorti dell’assenza di D.P. e avevano tentato invano di rintracciarla. La donna, una giornalista stimata che vantava nel suo curriculum lauree, master e collaborazioni con testate di rilievo, stava attraversando un periodo di profonda fragilità interiore.
Il mistero più fitto per gli investigatori riguarda la scelta del liceo Vivona. Nonostante i primi riscontri, non sembra esserci alcun legame pregresso tra la donna e l’istituto: non era una ex studentessa né aveva contatti noti con il personale della scuola. L’unico flebile nesso con la zona dell’Eur potrebbe risiedere in un corso di marketing iniziato di recente nel quartiere, circostanza che l’avrebbe portata a notare i ponteggi e la scala antincendio nei giorni precedenti. La conferma dell’identità è arrivata proprio grazie alla sua automobile, ritrovata parcheggiata a poca distanza dalla scuola con la portiera aperta e le chiavi ancora inserite nel cruscotto. La dirigente scolastica, di fronte alla tragedia, ha sospeso le lezioni per la giornata, mentre il pubblico ministero ha disposto l’autopsia per fugare ogni residuo dubbio sulla dinamica, sebbene la pista del suicidio appaia l’unica percorribile.
La memoria storica della scuola riporta alla mente anche un episodio del 2019, riguardante un professore che tentò un gesto simile. Resta il vuoto lasciato da una professionista che non ha trovato nel suo percorso gli strumenti o il supporto necessari per superare un malessere che nessuno, tra amici e parenti, aveva percepito come imminente e fatale.
M.M.