
Roma, esplosione in via Tavagnasco: due anziani gravi e 29 evacuati
Il dramma che ha colpito via Tavagnasco ha lasciato un segno profondo nel tessuto urbano e nella comunità locale, trasformando una tranquilla mattinata in un incubo di macerie e soccorsi frenetici. Tutto ha avuto inizio all’interno del villino situato al civico 50, l’abitazione di Michele D. e Anna Maria C., rispettivamente di 84 e 86 anni, che sono stati travolti dalla violenza di una deflagrazione improvvisa. La coppia è stata immediatamente soccorsa e trasportata d’urgenza in codice rosso presso il pronto soccorso dell’ospedale Sant’Eugenio, dove attualmente si trova ricoverata nel reparto Grandi Ustionati. Le loro condizioni rimangono estremamente critiche a causa delle gravi bruciature riportate su diverse parti del corpo e dei traumi da schiacciamento derivanti dal parziale crollo della struttura. I nipoti, visibilmente scossi, attendono con ansia fuori dai reparti ospedalieri sperando in un segnale di miglioramento. Oltre ai due coniugi, l’esplosione ha causato il ferimento lieve di altre due persone, prontamente medicate sul posto dal personale del 118 senza necessità di ricovero.
L’intervento dei soccorritori è stato massiccio e si è protratto per diverse ore, con i vigili del fuoco impegnati a scavare tra i resti delle palazzine con il supporto fondamentale delle unità cinofile e dei nuclei specializzati per scongiurare la presenza di ulteriori persone rimaste intrappolate. Il clima tra i residenti della zona è di puro terrore e incredulità, con molti vicini che sono stati i primi a prestare aiuto alla coppia di anziani, arrivando persino a utilizzare delle porte divelte come barelle improvvisate per guadagnare secondi vitali prima dell’arrivo delle ambulanze. Molti di loro continuano a sottolineare la potenza devastante dell’urto. Al termine delle prime verifiche, il bilancio dell’agibilità è apparso pesantissimo, con ben sette villette dichiarate inagibili e 29 persone costrette ad abbandonare le proprie case, assistite dagli agenti della polizia locale e dai volontari della protezione civile per trovare una sistemazione temporanea.
I danni materiali si estendono per un raggio di circa 300 metri dal punto d’origine, con detriti che hanno colpito facciate, infissi e automobili parcheggiate lungo la via. Tra gli sfollati c’è chi ha perso ogni cosa. Sul fronte delle indagini, coordinate dal commissariato San Paolo, l’ipotesi di reato su cui si lavora è quella di disastro doloso, un atto dovuto per permettere accertamenti tecnici approfonditi. La causa primaria sembra essere stata la perdita di Gpl da una bombola situata all’esterno dell’abitazione, ma resta ancora da chiarire l’esatta dinamica del malfunzionamento.
Gli investigatori hanno spiegato che le operazioni di analisi sono rese complesse dal cumulo di macerie. Le verifiche nei prossimi giorni si estenderanno anche alla ditta che ha installato l’impianto e alla regolarità della manutenzione ordinaria, cercando di capire se vi siano state negligenze. Un elemento che aggiunge sconcerto alla vicenda è la natura recente delle abitazioni coinvolte, costruite tra il 2015 e il 2019 e considerate in ottime condizioni strutturali prima dell’evento.
M.M.