
Roma, violenza sulla metro: 60enne arrestato per molestie a un minorenne
Sulla banchina della metropolitana di Roma, tra il fragore dei convogli in arrivo e la fretta dei pendolari, si è consumato per settimane un incubo silenzioso e metodico. Un uomo di sessant’anni, impiegato dalla vita apparentemente specchiata, con moglie e figli ad attenderlo a casa ogni sera, aveva trasformato il tragitto quotidiano dalla periferia al centro in una caccia spietata. La sua preda era un minorenne che, come migliaia di altri studenti, utilizzava i mezzi pubblici per raggiungere la scuola. L’aggressore, un uomo dalla fisionomia comune e robusta, agiva protetto dall’anonimato della folla, sfruttando la calca dell’ora di punta per mettere in atto le sue violenze senza proferire mai una parola.
Il racconto della vittima ha permesso di ricostruire la dinamica delle aggressioni. Il predatore cercava sistematicamente il contatto visivo prima di passare all’azione e, una volta saliti a bordo del vagone, utilizzava la propria stazza per isolare il ragazzo, spingendolo contro le porte dei treni e dando le spalle agli altri passeggeri. In questo modo, il suo corpo fungeva da scudo, impedendo a chiunque altro di accorgersi di quanto stava accadendo a pochi centimetri di distanza.
Le violenze si sono ripetute in almeno sei occasioni documentate tra la metà di febbraio e l’inizio di marzo del 2026. La vittima ha descritto con estrema precisione l’orrore di quei momenti, spiegando come l’uomo approfittasse della distrazione altrui per agire in modo invasivo, infilandogli anche la mano nei pantaloni.
Nonostante lo shock subito, il ragazzo ha mostrato una forza d’animo straordinaria. Dopo la prima aggressione ha trovato il coraggio di confidarsi con la propria famiglia e, accompagnato dai genitori, si è rivolto ai carabinieri. Non si è limitato a denunciare, ma ha fornito ai militari prove tangibili, come foto e video dell’uomo che era riuscito a scattare con il proprio smartphone durante i pedinamenti. Grazie a questo materiale e a un mirato servizio di osservazione in borghese, i carabinieri sono riusciti ad arrestare l’impiegato in flagranza di reato mentre tentava l’ennesimo approccio.
Durante l’interrogatorio di convalida, l’indagato ha ammesso i fatti, tentando tuttavia una difesa che il giudice per le indagini preliminari ha ritenuto del tutto infondata. L’uomo ha infatti dichiarato di aver agito convinto di un interesse reciproco, sostenendo «di essere caduto in errore in ordine al consenso della persona offesa». Una tesi respinta con fermezza nell’ordinanza cautelare firmata dal gip.
Il 60enne, che non risulta avere precedenti penali, è stato posto agli arresti domiciliari. Resta lo sgomento per la banalità del male che si nasconde dietro una figura così ordinaria, un uomo qualunque che la sera tornava alla propria normalità domestica dopo aver violato l’intimità di un giovane. Per fortuna, il coraggio della vittima ha portato alla denuncia e al successivo arresto, interrompendo così una catena di abusi che avrebbe potuto colpire anche altri coetanei.
M.M.