Si attivano le scorte di petrolio per fermare la speculazione

12/03/2026

Mentre le tensioni in Medio Oriente continuano ad alimentare un clima di profonda incertezza sulle piazze affari di tutto il mondo, l’Agenzia Internazionale per l’Energia e il G7 hanno deciso di intraprendere una manovra d’urgenza coordinata per cercare di spegnere definitivamente la pericolosa fiammata sui prezzi di petrolio e gas. Questa instabilità rischia infatti di riverberarsi pesantemente sull’economia globale, spingendo verso l’alto l’inflazione e soffocando una crescita già giudicata debole dagli analisti internazionali. L’obiettivo primario di questo intervento, che per ora non è stato pienamente recepito dai listini dopo la timida ripresa di inizio settimana, è quello di rassicurare gli investitori garantendo flussi regolari di energia e riducendo il pericolo di shock prolungati. Il tutto avviene mentre il conflitto in Iran prosegue senza sosta, nonostante le promesse del presidente americano Donald Trump su una risoluzione rapida delle ostilità.

In questo scenario critico, l’Aie ha stabilito di iniettare sul mercato 400 milioni di barili di petrolio attraverso un rilascio coordinato delle scorte strategiche accumulate dai suoi Paesi membri. Si tratta di una decisione senza precedenti, motivata dal timore di un’interruzione prolungata dei traffici attraverso lo Stretto di Hormuz, snodo vitale per il transito del greggio mondiale. Secondo le analisi fornite da Goldman Sachs, un rilascio di tale portata potrebbe compensare circa dodici giorni di esportazioni perdute, contribuendo a calmierare i prezzi di circa 7 dollari al barile. Una visione leggermente diversa è stata espressa dal presidente francese Emmanuel Macron, il quale ritiene che questa quantità corrisponda a circa 20 giorni di volumi solitamente esportati attraverso lo stretto. Proprio sotto la presidenza francese, i leader del G7 si sono riuniti in videoconferenza, coinvolgendo anche Donald Trump, per definire una risposta internazionale univoca.

Durante il vertice, i capi di Stato hanno ribadito la necessità assoluta di ripristinare la piena libertà di navigazione in un punto geografico dove, secondo i dati di Intesa Sanpaolo, passa oltre il 32% del greggio mondiale e circa un quarto delle forniture globali di gas. Sia dalla Casa Bianca che dall’Eliseo sono giunti segnali riguardanti possibili missioni militari per proteggere i traffici marittimi, sebbene le impostazioni strategiche sembrino divergere tra i due alleati. Tra le misure discusse figura anche il rafforzamento del tetto massimo al prezzo del petrolio per limitare le entrate della Russia. Nonostante queste manovre, i prezzi internazionali restano sotto pressione: il Brent ha chiuso sopra i 92 dollari al barile, mentre il gas al Ttf di Amsterdam ha registrato un incremento del 3,6%, attestandosi sui 49 euro per megawattora.

I singoli Paesi membri si stanno muovendo con tempistiche diverse per dare attuazione alla manovra. La Francia si appresta a liberare 14,5 milioni di barili dalle proprie riserve, specificando che la reintroduzione avverrà «a condizioni di mercato». La Germania ha già avviato le procedure di svincolo, mentre il Giappone metterà in circolazione riserve equivalenti a quindici giorni di consumo interno per mantenere il prezzo della benzina entro i 170 yen al litro. In Italia, il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha confermato che si procederà allo sblocco delle riserve di gas in una misura compresa tra il 12 e il 13%. Parallelamente, Trump ha annunciato che preleverà «un po’ di petrolio» dalle riserve strategiche degli Stati Uniti per contrastare l’aumento dei carburanti alla pompa.

L’impatto di questa volatilità sui dati dell’inflazione spaventa non poco gli economisti. Negli Stati Uniti il livello generale dei prezzi a febbraio si è attestato al 2,4%, ma si tratta di rilevazioni che non tengono ancora conto degli effetti della guerra iniziata a fine mese. In Europa, il vicepresidente della Bce Luis de Guindos ha avvertito che l’instabilità energetica introduce nuovi rischi per la pianificazione monetaria, alimentando i timori di una possibile stagflazione. I mercati finanziari hanno reagito con pessimismo: Milano ha guidato i cali europei con una perdita dello 0,9%, mentre lo spread tra Btp e Bund è salito significativamente toccando i 72 punti base. Resta dunque fondamentale la riapertura dei flussi nello Stretto di Hormuz per stabilizzare in modo duraturo il comparto energetico globale.

Ti è piaciuto l’articolo?

Condivilo su tutti i social e menziona RomaNews 24 – Le notizie da Roma in tempo reale

Potrebbero interessarti

Rischi per lo Stretto di Hormuz: richiesto l’intervento della Marina

Rischi per lo Stretto di Hormuz: richiesto l’intervento della Marina

Il mondo della navigazione mercantile sta attraversando ore di profonda inquietudine, con trentamila marittimi che si trovano attualmente esposti a rischi crescenti, tra cui moltissimi professionisti italiani. Il quadro descritto dagli operatori del settore appare sempre più allarmante con il passare dei giorni, mentre le famiglie a casa restano incollate ai telefoni, seguendo con ansia […]

11/03/2026

Nucleare, il dietrofront di von der Leyen e la scommessa dell’Italia

Nucleare, il dietrofront di von der Leyen e la scommessa dell’Italia

Finita la sbornia “green” e l’illusione che per l’indipendenza energetica bastassero un po’ di pannelli fotovoltaici e delle pale eoliche, l’Europa si trova a fare i conti con la cruda realtà e compie un passo indietro simbolico per farne uno in avanti estremamente concreto, ammettendo che la transizione energetica del continente non può più prescindere […]

11/03/2026

L’economia “rosa” di Roma vola: la crescita delle imprese femminili

L’economia “rosa” di Roma vola: la crescita delle imprese femminili

Roma si sveglia ogni giorno con la forza di un vero e proprio esercito composto da 96.539 imprese rigorosamente al femminile. Questa cifra impressionante non è solo un record statistico, ma la testimonianza di come la provincia capitolina sia diventata il cuore pulsante dell’economia rosa in Italia, con una percentuale di realtà guidate da donne […]

10/03/2026

Caro carburanti: il governo Meloni valuta il taglio delle accise mobili

Caro carburanti: il governo Meloni valuta il taglio delle accise mobili

La crisi energetica scatenata dall’attacco all’Iran di Israele e Stati Uniti sembra aver prodotto una sorta di convergenza inaspettata, quasi delle larghe intese dettate dalla necessità. Dopo giorni di intenso pressing da parte delle opposizioni, preoccupate per l’impatto dei rincari sulle famiglie e sulle imprese, il governo ha scelto di rompere gli indugi. La risposta […]

08/03/2026

Petrolio alle stelle e Borse in rosso: la guerra in Iran scuote i mercati mondiali

Petrolio alle stelle e Borse in rosso: la guerra in Iran scuote i mercati mondiali

Lo spettro di un conflitto di lunga durata nel cuore pulsante del sistema energetico mondiale ha scosso profondamente le fondamenta dei mercati internazionali, innescando una reazione a catena che ha tinto di rosso i listini europei e statunitensi. La giornata di ieri ha visto il prezzo del greggio sfondare barriere psicologiche e tecniche che sembravano […]

07/03/2026

Stretto di Hormuz, 1.000 navi bloccate e 25 miliardi a rischio: l’allarme per l’export italiano

Stretto di Hormuz, 1.000 navi bloccate e 25 miliardi a rischio: l’allarme per l’export italiano

Il quadrante geopolitico che unisce lo stretto di Hormuz al Golfo Persico è diventato improvvisamente il collo di bottiglia più costoso e pericoloso del pianeta. Secondo le stime più recenti ufficializzate dai Lloyd’s di Londra e dall’Organizzazione marittima internazionale, sono circa mille le imbarcazioni attualmente paralizzate in questa delicata area marittima. Il valore delle sole […]

06/03/2026

Crisi in Iran: l’ombra della speculazione sul rialzo dei prezzi del carburante

Crisi in Iran: l’ombra della speculazione sul rialzo dei prezzi del carburante

Il prolungarsi delle tensioni belliche in Medio Oriente continua a proiettare un’ombra pesante sull’economia italiana, innescando un rialzo dei prezzi di carburanti ed energia che mette in stato di massima allerta sia i distributori che i consumatori finali. Con il petrolio Brent che ha quasi raggiunto la soglia degli 85 dollari al barile e il […]

06/03/2026

Roma, benzina e diesel alle stelle per la guerra: scatta l’allerta speculazione

Roma, benzina e diesel alle stelle per la guerra: scatta l’allerta speculazione

Dopo mesi di stabilità, lo shock geopolitico scatenato dal conflitto in Iran ha provocato un’impennata improvvisa e violenta dei prezzi dei carburanti in Italia, mettendo in allarme consumatori e autotrasportatori. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha prontamente inviato i dati raccolti alla Guardia di Finanza e ha convocato d’urgenza […]

05/03/2026

Guerra in Iran: Borse a picco e gas in fiamme, l’economia globale trema

Guerra in Iran: Borse a picco e gas in fiamme, l’economia globale trema

Il quarto giorno del conflitto scatenato da Stati Uniti e Israele contro l’Iran ha impresso una violenta accelerazione alla crisi dei mercati finanziari globali, trasformando il timore in una vera e propria ondata di vendite. Piazza Affari è stata tra le più colpite, chiudendo con un pesante -3,92% che ha visto quasi tutti i titoli […]

04/03/2026