
Roma: famiglia massacrata a coltellate in casa, è caccia al killer
Una terribile tragedia ha sconvolto la Capitale nella serata di ieri. All’interno di un appartamento situato in via Montiglio, nel quadrante settentrionale di Roma, la polizia ha scoperto i corpi senza vita di tre persone, un intero nucleo familiare composto da padre, madre e dalla loro figlia di appena sei anni. Le vittime sono state brutalmente uccise a coltellate e i loro cadaveri sono stati successivamente occultati sotto un letto, nel disperato tentativo dell’assassino di nascondere le prove del massacro. Da questa furia omicida si è salvato miracolosamente soltanto il figlio più grande della coppia, un giovane che è rientrato nell’abitazione pochi istanti dopo il compimento della strage e si è trovato dinanzi a uno scenario agghiacciante. Il presunto autore del triplice omicidio, un uomo originario del Bangladesh, è attualmente ricercato in tutta la città dalle forze dell’ordine. A cadere sotto i colpi del killer sono stati Kamal Uddin, 39 anni, la moglie Jahan Momotaj, 38, e la figlia Arowa, di appena 5 anni, tutti di nazionalità bengalese.
Il giovane sopravvissuto, Onion, di 20 anni, visibilmente scosso e trasportato d’urgenza in ospedale a causa delle ferite riportate, ha descritto quei momenti drammatici con parole piene di dolore e terrore, raccontando agli inquirenti l’impatto con la tragica realtà della sua casa: «Mi ha ucciso tutta la famiglia. Sono arrivato a casa e ho visto lui che puliva il sangue. C’era sangue ovunque. Ha ammazzato tutti». Il ragazzo ha sorpreso il killer proprio mentre quest’ultimo stava tentando di eliminare le vistose tracce ematiche sparse per le stanze. Tra i due è nata immediatamente una violenta colluttazione, durante la quale il giovane è rimasto ferito in varie parti del corpo, ma è comunque riuscito a sfuggire alla furia dell’aggressore, guadagnando la via di fuga verso la strada e lanciando l’allarme che ha attivato i soccorsi.
Le segnalazioni al numero di emergenza sono giunte intorno alle ore 20.30, inviate da numerosi residenti del quartiere attirati dalle urla disperate del ragazzo ferito. Tra i primi a prestare i primi soccorsi in strada è stata una donna, che si trovava casualmente a passare lungo la via insieme alla figlia piccola e al cane. La testimone ha assistito anche ai momenti concitati della fuga del sospettato e ha offerto una descrizione dettagliata del fuggitivo. La stessa donna ha notato un uomo di carnagione scura con addosso una polo azzurra che correva velocemente lontano dal palazzo, evidenziando il particolare che l’individuo indossava dei guanti sulle mani.
La ricostruzione preliminare dell’accaduto suggerisce che l’assassino si sia introdotto nell’appartamento e, dopo aver colpito a morte i due coniugi e la bambina, abbia cercato di ripulire la scena del crimine prima dell’improvviso arrivo del figlio maggiore. Secondo le testimonianze raccolte tra gli abitanti della zona, la vittima sopravvissuta e il ricercato si conoscevano, elemento che potrebbe rivelarsi cruciale per comprendere la natura dei rapporti passati. Gli agenti del commissariato locale e della Squadra Mobile, coadiuvati dalla polizia Scientifica, hanno lavorato fino a tarda notte all’interno dell’immobile per raccogliere campioni e rilievi tecnici utili alle indagini. Nel frattempo, decine di pattuglie hanno istituito posti di blocco stradali nell’intero quadrante per intercettare il fuggitivo. Gli investigatori mantengono il massimo riserbo sul possibile movente e stanno ascoltando parenti e conoscenti della famiglia, descritta da tutti come rispettabile, mentre alcune ipotesi non confermate avanzate nel quartiere accennano a presunte dinamiche legate al racket dei negozi di vicinato della zona.