
Terremoto, in Venezuela una task force dal Lazio e altre 5 regioni italiane
Le ore successive al violento terremoto che ha scosso il Venezuela si stanno rivelando drammatiche e frenetiche per la macchina diplomatica e i soccorsi italiani. Il personale dell’ambasciata a Caracas sta affrontando una situazione di estrema emergenza, aggravata dal fatto che la stessa sede diplomatica ha subito danni strutturali a causa delle forti scosse. Per garantire la continuità delle operazioni in totale sicurezza, l’intero staff si è dovuto temporaneamente trasferire nei locali del Consolato generale, che in pochissimo tempo è stato convertito nel fulcro operativo per coordinare l’assistenza ai cittadini italiani. L’ambasciatore italiano a Caracas, Giovanni Umberto De Vito, descrive lo scenario parlando di ritmi serrati e sforzi incessanti per dare risposte alle famiglie che chiamano preoccupate dall’Italia e ai residenti locali in cerca di notizie sui propri cari dispersi. Le comunicazioni sul territorio sono difficili a causa delle linee telefoniche e della rete internet che funzionano solo a intermittenza, rendendo i controlli complessi. Nonostante ciò, una cinquantina di posizioni critiche sono già state verificate e risolte favorevolmente.
Il fulcro delle ricerche si concentra in particolare a La Guaira, una località costiera situata a nord della capitale che risulta tra le più colpite dall’evento sismico. Lì sono stati inviati sul campo alcuni funzionari per verificare direttamente le segnalazioni ricevute. La comunità italiana nell’area colpita è storicamente molto numerosa, con una stima dell’Unità di crisi che parla di circa 65mila connazionali complessivi e di 3mila persone presenti proprio nell’epicentro dei danni maggiori. Per rispondere a questa catastrofe, l’Italia ha risposto immediatamente inviando un primo aereo dell’Aeronautica militare decollato da Pratica di Mare. Dopo uno scalo tecnico alle Azzorre, il velivolo è atterrato sul suolo venezuelano trasportando un team specializzato composto da 97 persone.
La delegazione dei soccorsi, proveniente da sei diverse regioni italiane quali Lombardia, Toscana, Piemonte, Veneto, Lazio ed Emilia-Romagna, è strutturata in tre macro-aree. La prima linea è rappresentata dal nucleo di ricerca e soccorso urbano dei Vigili del fuoco, specializzato nel rintracciare superstiti sotto le macerie grazie ad attrezzature tecnologiche avanzate e supportato da tecnici logistici ed esperti di cartografia d’emergenza. Accanto a loro opera una folta componente sanitaria formata da medici e infermieri, inviata per dare sollievo alle strutture ospedaliere venezuelane ormai saturate dai feriti. Infine, un modulo di assistenza tecnica vede cooperare la Protezione civile, la Farnesina e l’Unità di crisi per raccordare gli interventi con le autorità locali e gli organismi internazionali presenti, evitando dannose sovrapposizioni.
Il forte legame con il Paese sudamericano è stato ribadito anche dalle istituzioni a Roma, con il ministro degli Esteri Antonio Tajani che ha confermato il costante contatto con i vertici politici venezuelani per monitorare la situazione dei connazionali. Parallelamente, il ministero della Difesa guidato da Guido Crosetto ha già disposto l’invio di un secondo volo militare carico di ulteriori materiali, tende autoportanti e specialisti per il supporto logistico. L’ambasciatore De Vito ha voluto sottolineare il profondo valore di questa mobilitazione, evidenziando come l’azione del sistema Paese rappresenti un tangibile segnale di vicinanza e umanità nei confronti di una terra legata a doppio filo all’Italia da storici e profondi vincoli di sangue e cultura.