
Roma, aveva sequestrato e violentato la ex: condannato a 7 anni di carcere
La prima sezione penale di Roma ha emesso una sentenza significativa nei confronti di Edoardo R., un uomo di trenta anni accusato di reati gravissimi ai danni della sua ex fidanzata di 26 anni. Il tribunale capitolino ha stabilito una pena di sette anni e mezzo di reclusione, riconoscendo l’imputato colpevole di stalking, sequestro di persona, violenza sessuale e lesioni personali aggravate. La decisione dei giudici si avvicina notevolmente alla richiesta formulata dalla pubblica accusa, che aveva sollecitato una condanna a otto anni e otto mesi di carcere. L’esito del giudizio di primo grado è stato accolto positivamente dalla difesa della persona offesa, rappresentata dall’avvocata penalista Tatiana Montella del centro antiviolenza Casa delle donne Lucha y Siesta. La legale ha sottolineato la rilevanza della pronuncia giudiziaria: «la sentenza di oggi è importante perché non solo sono state riconosciute tutte le ipotesi accusatorie, ma anche perché ha riconosciuto un metodo che è esistito in questo processo, quello delle rivittimizzazione secondaria, che ha determinato un’ulteriore violenza oltre a quelle denunciate dalla persona offesa».
La vicenda giudiziaria affonda le sue radici in un legame sentimentale nato nel giugno del 2023 in un locale della movida di Ponte Milvio. Nonostante la breve durata, la relazione si è rivelata fin da subito tormentata e segnata da continui conflitti, scaturiti dalla pressante pretesa dell’uomo di esercitare un controllo totale sulla vita della compagna. L’imputato pretendeva infatti di decidere l’abbigliamento della ragazza, le sue frequentazioni e i suoi comportamenti quotidiani, ricorrendo a pesanti minacce verbali, ripetute in molteplici occasioni. Il primo grave episodio di violenza sessuale denunciato dalla vittima risale alla fine di ottobre dello stesso anno, quando l’uomo l’avrebbe aggredita all’interno delle mura domestiche, soffocandone i lamenti con un cuscino sul volto e colpendola ripetutamente.
La situazione è tragicamente precipitata durante le festività natalizie del 2023, dopo un periodo di allontanamento tra i due. Il 25 dicembre la coppia si era incontrata nuovamente con il pretesto di scambiarsi i regali di Natale, ma il tentativo della giovane di troncare definitivamente il contatto e allontanarsi ha scatenato la furia del trentenne, che l’ha afferrata per i capelli trascinandola a forza nella propria automobile. Da quel momento è iniziato un vero e proprio incubo notturno durato ore. Durante il tragitto in auto l’aggressore ha assunto sostanze stupefacenti e ha continuato a percuotere la ragazza. In un parcheggio l’ha costretta a scendere gettando la sua borsa, per poi inseguirla e costringerla nuovamente a salire a bordo del veicolo. Successivamente l’uomo si è fermato brevemente nei pressi di un bar, lasciando la vittima imprigionata nell’abitacolo della vettura intenta a urlare disperatamente nel tentativo, vano, di attirare l’attenzione di qualche passante.
Una volta raggiunta l’abitazione, l’uomo l’ha aggredita, percossa e violentata. Per evitare che la famiglia della giovane si allarmasse, l’imputato l’ha costretta a inviare un messaggio rassicurante alla madre, privandola poi del telefono cellulare e recludendola nella stanza per impedirle ogni via di fuga.
La violenza è proseguita anche nella giornata successiva, il 26 dicembre, quando l’arrivo di un messaggio da parte di un amico sul telefono della ragazza ha provocato una nuova reazione brutale. Solo dopo le incessanti telefonate della madre della vittima, preoccupata per la prolungata assenza della figlia, il trentenne si è convinto a riaccompagnarla. Anche durante il viaggio di ritorno verso casa le violenze non sono cessate, e l’uomo ha continuato a colpirla e a insultarla, sputandole sul viso e tra i capelli. Una volta scampata al pericolo e rientrata in famiglia, la giovane ha trovato il coraggio di raccontare l’accaduto ai genitori. I familiari l’hanno immediatamente trasportata al pronto soccorso, dove i medici le hanno riscontrato un trauma toracico con la frattura delle costole e una prognosi di 20 giorni. Subito dopo le cure mediche, la ragazza si è recata in commissariato per sporgere la formale denuncia che ha dato il via alle indagini e al successivo iter processuale, conclusosi ora con la condanna in primo grado.
M.M.