
Roma, addio alla carta di identità cartacea: c’è tempo fino al 3 agosto
Il tempo scorre inesorabile per la vecchia tessera di identità cartacea, un oggetto che per decenni ha accompagnato la vita quotidiana dei romani e che ora si prepara a finire definitivamente negli archivi della memoria. La data da segnare in rosso sul calendario è il 3 agosto, giorno in cui la cosiddetta Cic uscirà di scena in modo permanente, cessando di avere qualsiasi valore legale. Da quel momento in poi, l’unico documento di riconoscimento ammesso sarà la versione elettronica, la Cie, portando a compimento un processo di digitalizzazione che ha già trasformato le abitudini burocratiche di gran parte della popolazione. Tuttavia, nonostante gli sforzi profusi dalle amministrazioni negli ultimi anni, i numeri raccontano una realtà ancora complessa e densa di incognite per migliaia di residenti nella Capitale.
Secondo le analisi più recenti fornite dal Campidoglio, sono ancora oltre 230mila i romani che conservano nel portafoglio il vecchio modello cartaceo. Il rischio concreto, calcolato dagli uffici di Palazzo Senatorio, è che circa il cinque per cento della popolazione interessata possa trovarsi privo di un documento valido allo scoccare della scadenza estiva. Si parla di una platea di circa 21mila cittadini che, non possedendo nemmeno un passaporto, resterebbero tecnicamente senza una forma di identificazione primaria. In questo contesto, è bene fare chiarezza sulla validità della patente di guida: sebbene sia considerata un documento «equipollente» per i controlli sul territorio nazionale, non può in alcun modo sostituire la carta di identità per i viaggi all’estero, lasciando di fatto i cittadini in una sorta di limbo burocratico.
I dati aggiornati alla metà di marzo mostrano che la sfida è quantitativa prima ancora che logistica. Nelle tasche dei romani circolano ancora esattamente 230.675 documenti cartacei, tra i quali 133.170 appartengono a persone identificate dagli uffici anagrafici come «platea prioritaria» poiché sprovviste di passaporto. Gli altri 97.505 cittadini, pur avendo la vecchia carta, godono di una maggiore flessibilità grazie al possesso del documento per l’espatrio. Attualmente, la macchina amministrativa capitolina viaggia a una velocità di circa 28 mila emissioni di nuove carte elettroniche al mese, un ritmo sostenuto che ha permesso di rilasciare oltre un milione e 350 mila esemplari dal 2022 a oggi. Si tratta di una media annuale che sfiora le 340 mila unità, segnando un incremento significativo rispetto ai livelli produttivi del 2021.
Eppure, questa accelerazione potrebbe non bastare. Le proiezioni indicano che, anche mantenendo gli uffici a pieno regime, il 3 agosto potrebbe restare una quota di domanda insoddisfatta pari a circa 21 mila richieste, specialmente tra chi non ha alternative per identificarsi. Per scongiurare questo scenario di paralisi, Roma Capitale ha varato una rimodulazione dell’offerta dei servizi per il periodo compreso tra aprile e settembre. Il piano prevede di dare la precedenza assoluta ai cittadini senza passaporto, riservando loro fino al cinquanta per cento dei posti disponibili nelle agende di prenotazione, organizzando anche apposite liste nominative suddivise per Municipio.
Il sistema di rilascio verrà ulteriormente potenziato attraverso misure straordinarie che mirano a coprire le fasce orarie più accessibili alla cittadinanza. Sono state previste aperture pomeridiane nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì, oltre ai consueti appuntamenti con gli Open Day che tanto successo hanno riscosso nei mesi passati. Per gestire le situazioni di emergenza documentata, verranno attivati canali di accesso specifici tramite email istituzionali. L’efficacia di queste iniziative è già testimoniata dai numeri: tra il 2022 e l’inizio del 2026, i punti informativi e le giornate straordinarie hanno permesso di immettere nel sistema oltre 117 mila carte aggiuntive, rappresentando un polmone fondamentale per la tenuta dell’intero apparato anagrafico romano. La corsa contro il tempo è ufficialmente aperta e l’obiettivo è non lasciare nessuno indietro in questo passaggio epocale verso l’identità digitale.