
Nuove regole Ztl disabili a Roma: scadenza il 19 giugno
Il tempo stringe per i circa 219.000 possessori del contrassegno unico disabili europeo residenti nella Capitale, che dovranno prestare particolare attenzione al calendario delle prossime settimane. Tra poco meno di due mesi, precisamente il 19 giugno 2026, entrerà in vigore a pieno regime la nuova disciplina riguardante la circolazione nelle zone a traffico limitato per i titolari di permessi speciali. Questo provvedimento, i cui primi passi erano già stati mossi verso la fine del 2025, impone una stretta significativa sul numero di veicoli che possono essere collegati a un singolo tagliando, segnando un passaggio netto da una gestione più flessibile a una decisamente più controllata e digitalizzata. La modifica principale riguarda l’impossibilità di mantenere tre targhe associate al proprio profilo, riducendo il limite massimo a soli due veicoli, distinti tra una targa principale e una secondaria. Si tratta di una manovra che il Campidoglio ha giustificato come necessaria per sfoltire la pressione automobilistica nel cuore del centro storico, inserendola in un più ampio programma di semplificazione amministrativa.
L’obbligo di regolarizzazione non risparmia nessuno: chi attualmente dispone di tre veicoli dovrà scegliere quali mantenere, pena la revoca automatica del terzo mezzo, mentre chi ne ha già solo due è comunque chiamato a confermare le proprie preferenze indicando la gerarchia tra i veicoli. La gestione quotidiana degli accessi diventerà inoltre più dinamica, poiché la sola associazione burocratica non basterà più a garantire il passaggio libero sotto le telecamere. Secondo le nuove direttive tecniche, «il pass darà la possibilità di accesso con due targhe diverse, ma l’ingresso effettivo dovrà verificarsi con una targa sola». Sarà quindi compito del titolare segnalare tramite un’apposita applicazione mobile quale vettura stia effettivamente transitando nel varco in quel preciso momento. Questa novità tecnologica mira a stroncare sul nascere l’uso improprio dei permessi, garantendo che l’unica auto autorizzata sia effettivamente quella che ospita a bordo la persona con disabilità.
Proprio sul fronte della legalità, l’amministrazione ha deciso di usare il pugno di ferro dopo aver riscontrato numerose irregolarità nel recente passato. Le cronache locali hanno riportato episodi di truffe sistematiche, che hanno portato al ritiro di ventimila permessi ormai scaduti o, peggio, utilizzati da parenti di persone defunte. Per ovviare a queste pratiche fraudolente, il sistema informatico è stato potenziato radicalmente: «i database di Roma Servizi per la Mobilità si sincronizzano ogni notte con l’anagrafe registrando i certificati di morte e invalidando l’eventuale permesso Ztl corrispondente al defunto». Questo automatismo impedisce di fatto il perpetuarsi di abusi che per anni hanno gravato sulla viabilità cittadina, sottraendo spazio a chi ne ha realmente diritto.
Per chi non ha ancora provveduto all’aggiornamento, restano circa trentamila posizioni da regolarizzare. È possibile agire in autonomia tramite lo sportello online utilizzando le credenziali Spid o Cie, oppure recarsi fisicamente presso gli uffici di via Silvio D’Amico, previa prenotazione. Qualora si dovesse superare la scadenza del 19 giugno senza aver inviato alcuna comunicazione, Roma Servizi per la Mobilità procederà d’ufficio applicando criteri rigidi: la targa del veicolo con l’immatricolazione più datata verrà cancellata, mentre la più recente diventerà automaticamente la principale. Questa riorganizzazione è propedeutica anche all’integrazione con il sistema Cude nazionale, un passo fondamentale che permetterà ai cittadini romani di veder riconosciuti i propri diritti di mobilità in tutti i centri storici d’Italia e viceversa. Infine, l’attivazione imminente dei varchi in uscita, prevista proprio per l’inizio dell’estate, renderà ancora più rischioso circolare con permessi non perfettamente allineati alle nuove regole, poiché le sanzioni colpiranno anche chi tenta di eludere i controlli ai varchi d’ingresso.