Lazio semifinalista di Coppa Italia: Provedel protagonista, ma si fa male Pedro

12/02/2026

Proprio come accaduto al Como nella serata precedente contro il Napoli, anche la Lazio ha dovuto ricorrere alla lotteria dei calci di rigore per superare l’ostacolo Bologna allo stadio Renato Dall’Ara. La formazione capitolina conquista così l’accesso alla semifinale di Coppa Italia, dove incrocerà il cammino dell’Atalanta. Il verdetto del campo al termine dei tempi regolamentari si era cristallizzato sull’uno a uno, frutto del vantaggio iniziale firmato da Castro e della successiva risposta di Noslin. Nel momento cruciale dagli undici metri sono risultati determinanti gli errori commessi da Ferguson e Orsolini, due specialisti che con i loro sbagli hanno condannato gli emiliani all’eliminazione definitiva. Il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha analizzato la sfida ai microfoni di Mediaset soffermandosi su alcuni episodi arbitrali controversi: «Il fallo non fischiato su Dele-Bashiru? A noi è capitato anche di peggio. Lo sbilanciamento era evidente e in qualsiasi altra zona del campo probabilmente sarebbe stato sanzionato. Credo non lo abbia fischiato perché avrebbe dovuto estrarre il cartellino rosso». Questa edizione del trofeo nazionale si sta confermando come il torneo delle sorprese, seppur relative, rispettando una tradizione ormai consolidata. Alle semifinali approda infatti soltanto una delle prime cinque compagini dell’attuale classifica di Serie A, ovvero l’Inter capolista. Il resto del tabellone è occupato da formazioni che gravitano nelle posizioni immediatamente successive e che mostrano una grande voglia di compiere lo scatto finale per garantirsi un trofeo e un posto di rilievo in Europa. Un’altra curiosità di questa final four riguarda la geografia del calcio italiano, dato che si tratta quasi di una Coppa Lombardia. Fatta eccezione per la Lazio, le altre tre candidate al titolo si trovano collocate all’interno di un perimetro territoriale molto ristretto, un triangolo di circa cinquanta chilometri per lato.

La competizione mette in risalto anche un netto scontro generazionale tra le panchine, essendo la coppa degli allenatori giovani. Tre dei quattro tecnici coinvolti appartengono infatti alla generazione millennial, nello specifico Cristian Chivu, Raffaele Palladino e Cesc Fabregas. Maurizio Sarri rappresenta l’unico esponente della generazione boomer e l’unico del gruppo a vantare già un titolo importante nel proprio palmarès, lo scudetto conquistato con la Juventus nel periodo della pandemia. Tra i suoi giovani colleghi, uno potrebbe diventare il primo millennial a sollevare un trofeo nel panorama calcistico italiano. Per Chivu esiste persino la possibilità di una storica doppietta, vista la posizione di vertice occupata dall’Inter in campionato. Le prossime sfide promettono dunque uno spettacolo di alto livello. Analizzando le prospettive della semifinale tra Lazio e Atalanta, i bergamaschi partono attualmente favoriti grazie a un migliore stato di forma. Il lavoro di Palladino ha mostrato una crescita costante e il netto successo ottenuto contro la Juventus nel turno precedente testimonia la salute fisica e mentale del gruppo orobico. La Lazio, dal canto suo, sta attraversando un’annata complessa, segnata da un mercato estivo immobile e dalle cessioni pesanti di Guendouzi e Castellanos a gennaio che hanno scontentato la piazza. Nonostante l’emergenza continua e i problemi ambientali, Sarri ha saputo condurre la squadra tra le migliori quattro eliminando i detentori del titolo.

Il portiere Ivan Provedel, protagonista della serata, ha espresso la sua soddisfazione per il traguardo raggiunto: «Una bella serata che rischiava di non essere una bella serata, perché nel primo tempo ci siamo inguaiati un po’ da soli. Però ci siamo ripresi, stiamo diventando più solidi, qualcosa di buono stiamo facendo dai». L’estremo difensore ha poi aggiunto: «Secondo me era scattato qualcosa di buono già qualche tempo fa, poi c’è stato qualche momento down a gennaio. La prestazione di Torino con la Juventus ci ha dato segnali importanti, secondo me stiamo lavorando nel modo giusto. Venire qui a Bologna e vincere a casa dei campioni in carica non era scontato. Ora andiamo a riposare che c’è il campionato e poi siamo belli carichi per la semifinale». La nota dolente della serata è rappresentata dal serio infortunio occorso a Pedro poco prima dell’intervallo. Lo spagnolo è uscito in lacrime sorretto a spalla dopo una brutta distorsione alla caviglia destra. Sebbene le prime indagini abbiano escluso fratture ossee, le sue condizioni verranno monitorate attentamente nelle prossime ore per definire i tempi di recupero.

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