
Soulé non è convinto dell’idea Al Ahli: trattativa in stand by
Il mercato della Roma si trova a vivere ore frenetiche a ridosso della cruciale scadenza del 30 giugno, con la necessità di far quadrare i conti legati alle plusvalenze richieste dagli accordi internazionali. Il nome più caldo resta quello di Matias Soulé, sul quale il vento d’Arabia continua a soffiare in modo intenso, anche se non ancora decisivo. Il club dell’Al Ahli mantiene un forte pressing sul calciatore argentino, pur senza aver formalizzato un’offerta ufficiale sul tavolo della dirigenza giallorossa. Dal canto suo, la società capitolina spinge per una cessione che darebbe un aiuto fondamentale per limare la cifra complessiva da raggiungere entro i termini stabiliti. La valutazione iniziale fissata per il cartellino è di 40 milioni di euro, ma a Trigoria si valuta la possibilità di accettare un piccolo sconto pur di sbloccare l’operazione. Sulla trattativa pesa anche la percentuale del 10% da destinare alla Juventus, dettaglio che ha spinto i bianconeri a fare un timido sondaggio senza però approfondire il discorso. Il giocatore avrebbe gradito una destinazione in Germania, ma né il Borussia Dortmund né lo Stoccarda hanno ritenuto di investire le somme richieste.
Il tempo stringe e, se l’attaccante dovesse rifiutare la destinazione saudita, la Roma rischierebbe di chiudere questa prima sessione di mercato avendo registrato soltanto le uscite di giovani come Sangaré, Saud, Baldanzi e Romano, oltre ai proventi commerciali derivanti dai diritti televisivi internazionali. Nelle ultime ore si spera di incassare i fondi legati all’assicurazione per la situazione di Bove, mentre rimane congelata la disputa con il Basilea per la percentuale sulla rivendita di Calafiori. Il direttore sportivo D’Amico si sta concentrando sulla cessione delle seconde linee e dei giovani della primavera. Tra i profili in uscita si registrano i movimenti attorno a Mannini e Cherubini, quest’ultimo gradito a Torino e Frosinone, mentre proseguono i contatti con il PSV Eindhoven per il trasferimento a titolo definitivo del terzino Salah-Eddine. Anche la gestione degli esuberi si dimostra complessa, tanto che i destini di Angeliño e Dovbyk appaiono momentaneamente bloccati. L’attaccante ucraino si appresta a iniziare il ritiro estivo da separato in casa, con la dirigenza che cercherà una sistemazione fino all’ultimo istante, valutando anche formule temporanee con diritto di riscatto.
Salvo clamorosi colpi di scena, la Roma non riuscirà a toccare il traguardo dei 50 milioni di plusvalenze entro la data prefissata. L’attenzione si sposta quindi verso il verdetto della UEFA atteso per il mese di novembre. L’auspicio all’interno dell’ambiente giallorosso è che le sanzioni si limitino a una sanzione pecuniaria, seppur più pesante rispetto al passato, o a restrizioni nella compilazione della lista per le competizioni europee, escludendo provvedimenti drastici come quelli che minacciano altri club continentali. Questa tranquillità deriva anche dalla precisa scelta strategica della proprietà. I Friedkin hanno infatti imposto una linea rigorosa, decidendo di non svendere i pezzi pregiati della rosa nonostante le necessità di bilancio. Le proposte arrivate per i calciatori più importanti sono state rispedite al mittente, mantenendo alte le richieste per Soulé e per Koné, il cui valore potrebbe salire ulteriormente in vista del Mondiale. Nelle scorse settimane diverse società della Premier League hanno chiesto informazioni sulla situazione del portiere Svilar, ricevendo un netto rifiuto così come accaduto per la Juventus. Anche il Chelsea ha provato a muoversi su Trigoria prima di virare su Palestra, scontrandosi con il doppio no della società e del calciatore stesso. La stessa incedibilità è stata ribadita per Pisilli e Ndicka, a dimostrazione di come la Roma abbia scelto di non farsi prendere per il collo dalle scuderie europee, a meno di proposte dell’ultimo minuto davvero impossibili da rifiutare.