
Lazio, ecco il nuovo tecnico per il dopo-Sarri: è Gennaro Gattuso
Il calciomercato degli allenatori entra nel vivo e vede la sponda biancoceleste della capitale come una delle assolute protagoniste in questa sessione di pianificazione sportiva. La dirigenza laziale si sta muovendo con estrema rapidità per delineare le strategie tecniche per il prossimo futuro, e il profilo individuato per guidare il nuovo ciclo risponde a un nome molto noto e apprezzato, ovvero quello di Gennaro Gattuso. L’ex commissario tecnico della nazionale italiana si trova attualmente in cima alla lista dei desideri del sodalizio romano, apparendo ormai molto vicino a raccogliere l’eredità professionale di Maurizio Sarri, il quale sembra invece aver intrapreso una strada definita che lo condurrà a sedersi sulla panchina dell’Atalanta.
All’interno del centro sportivo di Formello si lavora senza sosta alla stesura della nuova programmazione e, sebbene nel mondo del calcio l’uso del condizionale rimanga un obbligo dettato dalla prudenza, l’impressione diffusa tra gli esperti è che questa volta la trattativa possa concretizzarsi positivamente. Il presidente Claudio Lotito ha esposto personalmente le proprie idee all’allenatore calabrese, commentando l’importanza dell’accordo con una riflessione strategica: «Siamo di fronte a un momento di svolta in cui servono motivazioni ferree e una visione di gioco chiara per riportare il club ai vertici del campionato». Gattuso ha ascoltato la proposta con grande attenzione, prendendosi comunque il tempo necessario per ponderare ogni singolo dettaglio gestionale ed economico. La determinazione del mister nel voler rimettersi in gioco e riassaporare l’adrenalina del campo è indiscutibile, ma l’ex centrocampista intende muoversi con cautela, desideroso di evitare scelte affrettate o di sposare progetti considerati troppo rischiosi per la sua carriera.
Il percorso professionale recente del tecnico racconta di una notevole maturazione avvenuta sia entro i confini nazionali sia all’estero. Dopo aver guidato piazze importanti e complesse del massimo campionato italiano come il Milan e il Napoli, Gattuso ha scelto negli ultimi anni di confrontarsi con il calcio europeo, accumulando esperienze significative sulle panchine di club prestigiosi come il Valencia in Spagna, l’Olympique Marsiglia in Francia e la compagine dell’Hajduk Spalato in Croazia, prima di assumere la guida della selezione azzurra. Questa varietà di contesti ne ha accresciuto l’appetibilità sul mercato, tanto che nelle scorse settimane anche il Torino aveva provato a corteggiarlo con insistenza. Tuttavia, la proposta avanzata dal presidente granata Urbano Cairo è stata respinta, poiché giudicata dal tecnico calabrese poco convincente rispetto ai propri obiettivi di crescita professionale.
Quello tra l’allenatore e i colori biancocelesti è un legame sfiorato che affonda le proprie radici in un celebre e quasi cinematografico retroscena risalente all’autunno del 2019. Durante una memorabile sfida di campionato tra la Lazio e l’Atalanta, la formazione romana, allora allenata da Simone Inzaghi, si trovava al termine della prima frazione di gioco sotto di tre reti. Di fronte a un parziale così pesante, Lotito decise di contattare immediatamente Gattuso per offrirgli la guida della squadra, ricevendo una risposta positiva. Il tecnico si mise subito in viaggio verso Roma ma, mentre la sua vettura si trovava all’altezza di Orte, sul rettangolo verde dello stadio Olimpico andava in scena una clamorosa rimonta della squadra capitolina, propiziata da una splendida tripletta del centravanti Ciro Immobile.
Il definitivo pareggio della ripresa spinse il patron laziale a cambiare idea, portandolo a effettuare una seconda e immediata chiamata a Gattuso per congelare l’accordo, spiegando la situazione con una frase rimasta celebre nei corridoi di Formello: «Il calcio sa essere imprevedibile e questa reazione del gruppo ci impone di riflettere ancora prima di cambiare guida tecnica». Il mister si vide così costretto a fare inversione di marcia e a fare rientro nella sua abitazione di Gallarate, mentre Inzaghi mantenne saldamente il suo posto. A distanza di anni da quel pomeriggio concitato, i destini delle due parti sembrano pronti a incrociarsi di nuovo, all’interno di un quadro programmatico ben definito. Per l’annuncio ufficiale e la firma sul contratto sarà tuttavia necessario attendere che si formalizzi l’uscita definitiva di Sarri, l’ultimo tassello prima della fumata bianca.