
La Roma di nuovo in Champions è il grande successo di Gasperini
Al fischio finale della decisiva sfida contro il Verona, la tensione accumulata in 90 minuti ad altissima intensità si è sciolta in un urlo di gioia per Gian Piero Gasperini. Il tecnico della Roma ha potuto finalmente lasciarsi andare ai festeggiamenti per un trionfo straordinario, correndo prima di tutto ad abbracciare il suo fidato vice Gritti, compagno di mille battaglie professionali da oltre vent’anni. Subito dopo, la festa si è spostata al centro del rettangolo di gioco, dove i calciatori giallorossi lo hanno circondato e sollevato di peso, facendolo saltare in aria, prima che l’allenatore si lanciasse in una corsa liberatoria verso il settore occupato dai sostenitori ospiti per godersi i cori a lui dedicati. Quello della qualificazione nella massima competizione europea era un traguardo che il mister si era imposto in totale autonomia, senza che la dirigenza gli avesse messo pressioni, e che sembrava ormai svanito dopo il complicatissimo mese di marzo in cui la squadra aveva smarrito la via. In quel momento di forte scetticismo generale, l’unico a mantenere intatta la fiducia era stato proprio lui, che esattamente un mese prima, durante la trasferta di Bologna, aveva lanciato un messaggio chiaro a tutto l’ambiente dichiarando «Non dateci per spacciati». Alla fine i fatti gli hanno dato pienamente ragione, visto che la compagine capitolina ha strappato il pass per l’Europa che conta conquistando un clamoroso terzo posto in classifica e mettendosi alle spalle rivali accreditate come il Milan e la Juventus.
Presentatosi in conferenza stampa con indosso la nuova maglia celebrativa battezzata con la dicitura ad astra, il tecnico ha voluto indirizzare i suoi primissimi complimenti ai componenti della rosa per lo sforzo profuso durante l’anno: «Ho trovato fin da subito un gruppo che ha messo grande applicazione. Si vedeva che c’era la volontà di tutti di fare una stagione di livello. Questo è stato subito molto gratificante. Siamo partiti subito molto bene, conquistando anche un po’ la critica e soprattutto la credibilità dei nostri tifosi. Di momenti difficili ne abbiamo avuti veramente pochi. Il più difficile è stata la sconfitta a Milano con l’Inter, l’unico». Nonostante il traguardo appena raggiunto, l’allenatore non ha intenzione di adagiarsi sugli allori e ha già deciso di posticipare l’inizio delle proprie vacanze estive per mettersi immediatamente al lavoro con la società e programmare nei minimi dettagli la prossima stagione calcistica. Secondo la sua visione, l’ingresso nel grande palcoscenico europeo deve rappresentare solo un punto di partenza e non di arrivo, sebbene sia consapevole delle rigide normative finanziarie da rispettare: «L’obiettivo è sempre crescere. Quando arrivi in Champions devi poi stabilizzarti, bisogna capire bene le dimensioni del FPP, pensavo che a giugno sarebbe finito e invece bisognerà capire. La Champions ti dà l’opportunità di prendere giocatori che altrimenti non verrebbero, poi non sarà comunque facile sul mercato, bisognerà operare bene. C’è tanta concorrenza. Le italiane hanno preso delle belle scoppole. È una manifestazione che ti aiuta a crescere, non c’è dubbio». L’idea di base per il futuro a breve termine rimane quella di consolidare le gerarchie nazionali prima di tentare l’assalto definitivo ai vertici continentali: «Voglio rendere la rosa più competitiva in campionato, per arrivare a essere competitiva in Champions non è il momento, vogliamo fare bella figura, certo. Dalla Champions devono arrivare i mezzi per fare la Roma più forte».
Anche sul prato verde di Verona, l’assoluto protagonista e trascinatore della serata è stato ancora una volta l’attaccante argentino Paulo Dybala, le cui giocate illuminate hanno spianato la strada verso la vittoria. La settimana che sta per aprirsi sarà con ogni probabilità quella decisiva per definire i dettagli legati al rinnovo del suo contratto con il club, un tassello ritenuto fondamentale da Gasperini, il quale non ha mai nascosto la sua ammirazione per la classe cristallina del calciatore pur evidenziandone la fragilità dal punto di vista muscolare. «Purtroppo Paulo è stato fuori 3 mesi, non solo per colpa sua. Dybala è straordinario, quando sta bene è forte. Il suo problema sono gli infortuni, lui sa stare in campo tranquillamente perché ha qualità fisico atletiche importanti, purtroppo ha problemi fisici che poi si rivelano essere più lunghi di quello che dovrebbero essere, non ci sono. Resta? Penso di sì, l’ho messo in contatto direttamente con la proprietà». Nelle idee tattiche della guida tecnica, la formazione del futuro deve necessariamente ruotare attorno al talento della Joya, ma per il momento la priorità assoluta dell’intero ambiente romano rimane quella di godersi fino in fondo i festeggiamenti per una splendida qualificazione ottenuta sul campo.