
Il futuro di Paulo Dybala alla Roma è ancora un rebus
L’inverno argentino fa da sfondo a un tormentone estivo che infiamma l’ambiente giallorosso. Le recenti parole di Paulo Dybala, arrivate direttamente oltreoceano, hanno riacceso i riflettori su una trattativa per il rinnovo contrattuale che fatica a trovare la svolta definitiva. Non è la prima volta che il fantasista lancia segnali precisi attraverso i media, richiamando alla mente quanto già accaduto al termine della sfida contro il Parma, quando la Roma aveva appena sigillato la qualificazione in Champions League. Anche in quell’occasione la Joya non aveva nascosto una certa sorpresa per il mancato contatto da parte della dirigenza, costringendo i vertici societari e l’allenatore a muoversi rapidamente per ricucire lo strappo.
Le ultime dichiarazioni rilasciate dal ritiro sudamericano lasciano spazio a molteplici interpretazioni, mostrando come il calciatore non intenda chiudere alcuna porta per il prosieguo della sua carriera. Il campione argentino ha infatti commentato così la situazione attuale: “Rinnovo con la Roma? Vedremo che cosa succederà. Ormai tutte le squadre sono un’opzione, così la gente non si arrabbia. Sono ancora un giocatore della Roma fino alla fine del mese, quindi per rispetto nei confronti del club non parlerò del mio futuro. Può accadere di tutto. Nel calcio non si sa mai. Molte volte ho pensato che sarebbe successo una cosa e invece è successo tutt’altro. Il Boca? È un’opzione, vedremo, come ce ne sono altre. Tuttavia, non ho ancora deciso“. Dietro questa apparente diplomazia si cela una precisa strategia comunicativa, tipica di chi si aspetta un segnale forte e concreto da parte della propria società.
La questione non riguarda principalmente la base economica dell’accordo, che si aggira su cifre comprese tra i due milioni e mezzo e i tre milioni di euro, quanto piuttosto la struttura dei bonus e la durata del nuovo legame. La controproposta inviata dall’entourage del giocatore evidenzia divergenze sulla clausola legata alle presenze, che il club vorrebbe vincolare a un minutaggio minimo per ogni singola gara, mentre l’attaccante preferirebbe svincolare da qualsiasi limite temporale sul terreno di gioco. Inoltre, sul tavolo restano la formula del contratto basata su un anno con opzione per il successivo e il desiderio di legare l’immagine del numero ventuno alle celebrazioni per il centenario del club, ipotizzando persino un fine carriera nella capitale.
La gestione dei tempi e la lentezza nei processi decisionali interni rappresentano un altro elemento di frizione. Il tecnico Gian Piero Gasperini ha più volte sottolineato l’importanza di una presenza costante e tempestiva della proprietà per snellire le procedure di mercato e blindare lo zoccolo duro della rosa. L’arrivo del nuovo direttore sportivo D’Amico, operativo a pieno regime dal primo luglio, potrebbe imprimere l’accelerazione necessaria per sbloccare la trattativa entro la fine del mese corrente. La sensazione generale rimane orientata verso un esito positivo della vicenda, ma la Joya si attendeva una considerazione diversa, soprattutto dopo aver manifestato la disponibilità a ridursi sensibilmente l’ingaggio rispetto alla passata stagione agonistica.