
Termometro record a Roma, i Fori e il Colosseo sotto la cappa di calore
Nelle ore centrali della giornata, tra le 12 e le 14.30, il caldo a Roma esce perfino dai muri. Il calore sale dall’asfalto, rimbalza sulle facciate dei palazzi e resta incastrato tra i sampietrini e i monumenti millenari. In questo scenario, la ricerca di un’ombra o di una fontanella si rivela spesso un palliativo insufficiente, poiché la temperatura reale percepita sulla pelle si discosta sensibilmente dalle rassicuranti rilevazioni dei bollettini meteorologici ufficiali. Bastano poche centinaia di metri per rendersi conto di come la geografia del caldo cambi repentinamente: nel giro di poche centinaia di metri la temperatura può variare anche di 5 gradi, una differenza che pesa quando la giornata sfiora i 47 gradi nelle zone più esposte, creando microclimi differenti che danno l’impressione di attraversare città diverse senza mai lasciare la Capitale.
Lungo via del Corso, arteria pulsante del commercio che non chiude durante la pausa pranzo, le croci luminose delle farmacie indicano picchi di 43 gradi, mentre i telefoni cellulari segnalano temperature massime di 35 o 38 gradi. Questa apparente discrepanza si spiega con i rigidi protocolli scientifici delle centraline meteorologiche, posizionate all’ombra e schermate, a differenza del corpo umano che invece deve fare i conti con l’irraggiamento diretto, il riverbero dei materiali edili e i motori dei veicoli in coda. Per sfuggire a questa morsa, i passanti adottano strategie di sopravvivenza spontanee. Molti scelgono di varcare la soglia dei negozi non tanto per fare acquisti, quanto per godere, anche solo per cinque minuti, del refrigerio offerto dagli impianti di aria condizionata, trasformando i saldi estivi in un semplice pretesto.
Il paesaggio urbano si è arricchito di nuovi elementi che compongono un vero e proprio kit di sopravvivenza estivo. Accanto ai tradizionali ventagli e alle bottigliette d’acqua ghiacciata, spiccano piccoli ventilatori da appendere al collo e, soprattutto, gli ombrellini parasole, un tempo prerogativa quasi esclusiva dei visitatori asiatici e oggi sdoganati anche tra gli europei.
Poco più avanti, camminando tra i Fori Imperiali, la temperatura inizia lentamente a scendere, grazie all’azione dei nebulizzatori installati sul percorso e a una migliore circolazione dell’aria negli spazi aperti. Attorno alle fontanelle si formano piccoli capannelli di turisti intenti a riempire borracce e bottiglie per trovare un po’ di refrigerio.
Nei pressi del Colosseo la colonnina di mercurio si attesta sui 38 gradi con un tasso di umidità del 29%, mitigato in parte da una leggera ventilazione che attraversa l’anfiteatro. Sotto i nebulizzatori situati all’ingresso si creano capannelli di turisti che approfittano di brevi soste rigeneranti prima di accedere al monumento.
La situazione si fa ancora più estrema nei pressi di piazza Santa Maria Maggiore. Davanti alla basilica si tocca il picco massimo della giornata con 47 gradi registrati dai termometri stradali. A questa temperatura il calore rallenta visibilmente il passo dei pedoni, svuota lo slargo e costringe a deviazioni repentine pur di accaparrarsi pochi centimetri d’ombra proiettati dai cornicioni dei palazzi. Chi può si rifugia all’interno della chiesa alla ricerca di un attimo di tregua, favoriti dal marmo antico che restituisce un fresco naturale e rigenerante, prima di dover affrontare nuovamente l’esterno, dove la cappa di calore rimane immobile ad attendere i passanti, incollata ai marciapiedi e nascosta tra le pietre millenarie della città.