
Roma, terrore sulla Tiburtina: rapina con sparatoria al Manhattan Cafè
I quartieri della periferia romana tornano a essere teatro di episodi di estrema violenza legati alla criminalità locale. Nella notte tra domenica e lunedì, un drammatico assalto a mano armata ha sconvolto i clienti e il personale del Manhattan Cafè, un noto locale provvisto di sala slot machine situato in via Tiburtina, nella zona compresa tra Pietralata e Casal Bruciato. Quella che doveva essere una rapina programmata nei minimi dettagli per portare via un cospicuo bottino si è trasformata in pochi minuti in una scena di violenza, culminata con il ferimento di un uomo da parte dei malviventi prima della loro fuga a bordo di un’automobile di vecchia fabbricazione.
Erano da poco passate le ore una quando due individui hanno fatto irruzione all’interno dell’esercizio commerciale, puntando direttamente al denaro e mostrando una conoscenza approfondita delle abitudini del bar. I testimoni presenti che hanno assistito alla scena hanno descritto i responsabili dell’azione parlando di «due uomini italiani, di mezza età», i quali si sono presentati con i volti parzialmente travisati da cappellini con visiera da baseball per evitare di essere facilmente identificati. Uno dei due componenti della coppia di malviventi brandiva con fermezza una pistola, che ha immediatamente puntato contro il dipendente in servizio, un lavoratore di origini asiatiche, cognato del titolare dell’attività, che in quel preciso momento si stava occupando delle delicatissime operazioni di riscossione degli incassi delle macchinette.
I banditi avevano un obiettivo specifico e sapevano perfettamente cosa cercare per massimizzare il profitto del colpo, tanto da urlare frasi inequivocabili all’indirizzo dell’impiegato per costringerlo alla resa: «La cassetta, vogliamo la cassetta blu. Dacci la cassetta!». I rapinatori facevano esplicito riferimento a un contenitore di latta di colore blu, nel quale erano stati precedentemente custoditi non solo i guadagni degli ultimi giorni del Manhattan Cafè, ma anche i proventi accumulati in altre sale slot riconducibili alla medesima proprietà. Di fronte alla minaccia dell’arma da fuoco, il dipendente ha deciso coraggiosamente di opporsi ai due criminali, tentando una disperata reazione fisica per difendere il patrimonio aziendale. La situazione è degenerata rapidamente in una colluttazione ravvicinata, interrotta bruscamente quando il rapinatore armato ha deciso di premere il grilletto, esplodendo un singolo colpo di pistola che ha colpito la vittima in pieno alla gamba.
A quel punto, i malviventi hanno compreso di dover agire in fretta e si sono accontentati di svuotare rapidamente la cassa principale, che conteneva la modesta somma di circa 360 euro, per poi scappare precipitosamente all’esterno. La fuga è avvenuta lungo via Tiburtina e alcuni dei presenti sono riusciti a notare il mezzo impiegato per allontanarsi, descritta successivamente alle forze dell’ordine come un veicolo datato e di piccole dimensioni, probabilmente una Volkswagen Lupo o una Fox, una city car di cui però nessuno ha potuto leggere la targa.
Subito dopo la fuga è scattato l’allarme al numero unico delle emergenze 112, che ha permesso l’arrivo immediato sul posto delle volanti della Polizia di Stato e del personale medico del 118. Il lavoratore ferito è stato trasportato d’urgenza in codice rosso al Policlinico Umberto I, dove è stato ricoverato in condizioni di forte shock ma fortunatamente non in pericolo di vita. Gli agenti della scientifica hanno effettuato approfonditi rilievi tecnici all’interno del Manhattan Cafè alla ricerca di impronte digitali o tracce biologiche lasciate dai due fuggitivi, mentre gli investigatori stanno esaminando accuratamente i filmati registrati dalle telecamere di videosorveglianza del bar e degli esercizi commerciali limitrofi nella speranza di individuare dettagli utili a identificare l’auto e i due criminali, sospettati di aver già colpito altre attività nella stessa zona.
M.M.