
Ostia: la rivoluzione delle spiagge, tra gare e addio al lungomuro
L’Assemblea Capitolina ha approvato ieri, con 34 voti favorevoli, la delibera di adozione definitiva del nuovo Piano di Utilizzazione degli Arenili. Si tratta di un provvedimento di fondamentale importanza, che di fatto ridisegna le regole del litorale di Ostia, configurandosi come un vero e proprio piano regolatore delle spiagge. Grazie a questo via libera, a partire dal prossimo anno si potrà finalmente dare inizio alla messa a gara di tutte le concessioni balneari, in piena conformità con la normativa nazionale attualmente in vigore. Questo passaggio decreta la fine della lunga stagione caratterizzata da proroghe continue, bandi di durata annuale e una diffusa incertezza per le imprese del settore. Il sindaco Roberto Gualtieri ha espresso grande soddisfazione, definendo l’approvazione una «svolta storica che si attendeva da oltre venti anni». Il primo cittadino ha inoltre sottolineato i benefici per il comparto economico: «al tempo stesso offriamo agli operatori privati regole certe e condizioni favorevoli per programmare investimenti di lungo periodo».
Il provvedimento disciplina nello specifico undici virgola tre chilometri di arenile di competenza diretta del Campidoglio, su un totale di sedici virgola otto chilometri di litorale comunale. La quota riservata alla pubblica fruizione è pari al cinquantasette virgola sei per cento, equivalente a sei virgola cinque chilometri, superando ampiamente il limite minimo del cinquanta per cento stabilito dalla legge regionale. Se a questo dato si aggiunge la spiaggia di Castelporziano, che è interamente a uso pubblico, la percentuale di costa liberamente accessibile per i cittadini sale complessivamente al 64%, garantendo 8,4 chilometri di litorale completamente gratuiti. La riorganizzazione toccherà le attuali 66 concessioni, che verranno rimodulate in precise Unità Minime di Intervento. Di queste, 50 saranno assegnate tramite procedure di evidenza pubblica e comprenderanno 35 stabilimenti balneari, 11 attività di ristorazione, 3 aree dedicate a sport e svago e un servizio di noleggio per imbarcazioni. Le restanti 31 spiagge saranno destinate alla libera fruizione e gestite tramite apposite convenzioni, con undici di esse collegate direttamente a un ristorante per assicurare i servizi balneari essenziali.
La riforma poggia su alcuni punti cardine, a cominciare dal definitivo superamento del celebre lungomuro di Ostia. La nuova pianificazione prevede l’obbligo di inserire un varco pubblico di accesso ogni 300 metri, portando a oltre 38 i passaggi totali lungo la costa. Tali varchi dovranno avere una larghezza non inferiore a tre metri e consentiranno l’accesso libero e gratuito in modo permanente, 24 ore su 24 per tutto l’anno. Un secondo criterio stabilisce la distribuzione omogenea delle spiagge libere, prevedendone una ogni 300 metri di litorale. Il terzo pilastro mira invece al recupero visivo del paesaggio marino, imponendo a ogni concessionario di lasciare libera la vista del mare su almeno la metà del proprio fronte. In questo contesto, le barriere divisorie non potranno superare l’altezza di un metro e dieci centimetri, mentre le strutture balneari avranno un limite massimo di altezza fissato a cinque metri e dovranno essere realizzate esclusivamente con materiali naturali e completamente reversibili.
Il testo approvato introduce anche specifiche tutele e innovazioni sul fronte della sostenibilità e dell’inclusione sociale. Gli immobili balneari di valore storico dovranno essere obbligatoriamente conservati e valorizzati da chi si aggiudicherà la concessione. Viene fortemente potenziata l’accessibilità per le persone con disabilità, con l’obbligo per ogni stabilimento di abbattere le barriere architettoniche e la creazione di una spiaggia appositamente attrezzata per le disabilità gravi, dotata di passerelle in legno fino alla riva, ombrelloni ad apertura automatica e idonee carrozzine da spiaggia. Tra le altre novità figurano aree dedicate agli animali da compagnia, spazi riservati al turismo naturista e la possibilità di celebrare matrimoni civili in riva al mare. Infine, viene introdotta la destagionalizzazione delle attività attraverso una regolamentazione organica. I gestori avranno la facoltà di prolungare l’apertura delle strutture anche nel periodo compreso tra ottobre e aprile, promuovendo appuntamenti culturali, eventi sportivi, iniziative enogastronomiche e percorsi di educazione ambientale, a fronte dell’obbligo di garantire l’erogazione di alcuni servizi minimi alla cittadinanza.