
Roma, all’Università Lumsa Roma uno sportello per l’ascolto dei minori
L’Università Lumsa di Roma assume per la prima volta un ruolo centrale e inedito come punto di riferimento per la tutela dei minori vittime di reato, unendo in un’unica rete sinergica il mondo accademico, le istituzioni sanitarie, le amministrazioni locali e i professionisti del settore. Presso l’ateneo capitolino è stato infatti inaugurato il primo sportello di Roma e provincia specificamente dedicato all’ascolto e all’orientamento per la prevenzione dell’abuso e della violenza sulle vittime minorenni. L’iniziativa si propone di intercettare precocemente il disagio e offrire un supporto concreto di fronte a fenomeni purtroppo diffusi come i maltrattamenti, il bullismo e il cyberbullismo. Contemporaneamente all’apertura del servizio, ha preso il via anche un importante corso di formazione per nuovi tutori volontari di minori stranieri non accompagnati, un percorso che torna a essere operativo dopo uno stop di tre anni per rispondere alla pressante richiesta di queste figure da parte del Tribunale per i minorenni.
L’evento di presentazione ha visto la partecipazione di figure chiave delle istituzioni coinvolte, tra cui la garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lazio Monica Sansoni, il rettore dell’Università Lumsa Francesco Bonini, l’assessora ai Servizi sociali di Roma Capitale Barbara Funari e la professoressa Letizia Caso, responsabile scientifica del progetto. Lo sportello rappresenta il frutto di un accordo di collaborazione strategica tra la Lumsa, la Garante regionale, l’Asl Roma 1, l’Ordine degli Psicologi del Lazio e l’assessorato alle Politiche sociali di Roma Capitale, con l’obiettivo prioritario di strutturare una rete integrata in grado di indirizzare in modo efficace le famiglie verso le strutture e i servizi più adeguati alle loro specifiche esigenze.
Dal punto di vista operativo, la struttura si offre come un canale di comunicazione accessibile e immediato. Qualora un adulto, sia esso un genitore, un insegnante, un educatore o un parente, si trovi di fronte a un minore che sia vittima o potenziale vittima di violenza, potrà attivare il servizio semplicemente inviando un’e-mail o effettuando una telefonata. Le singole segnalazioni e richieste di aiuto saranno prese in carico in tempi brevi da un team multidisciplinare composto da psicologi giuridici e avvocati esperti. «Orienteremo il caso in base alla necessità: verso l’Ordine degli Psicologi o la Asl Roma 1 se serve un intervento specialistico, oppure i servizi sociali di Roma Capitale e dei Municipi. Se emergeranno elementi di reato procederemo con la segnalazione alla Procura competente», ha specificato la garante Monica Sansoni.
Parallelamente all’attività di ascolto, l’ateneo ha inaugurato il ciclo formativo per i tutori volontari, con una seconda sessione già calendarizzata per il prossimo mese di ottobre. Il percorso prevede trenta ore complessive di lezioni teoriche e pratiche, al termine delle quali i candidati dovranno sostenere un esame finale per poter essere inseriti nell’apposito elenco tenuto dalla Garante regionale, dal quale il Tribunale per i minorenni attingerà per le nomine ufficiali. A chiarire la natura e i confini di questa delicata funzione è intervenuto l’avvocato Pasquale Lattari, docente del corso e consulente della Garante, il quale ha ricordato che il tutore «non adotta il minore e non è un affidatario. È il suo rappresentante legale, una figura a metà tra un genitore e un avvocato che presta giuramento come pubblico ufficiale e svolge gratuitamente questo incarico». In conclusione, il rettore Francesco Bonini ha espresso grande soddisfazione per l’avvio delle due attività, definendole «un ritorno alle origini della missione educativa dell’Ateneo» e confermando il costante impegno della Lumsa nel porre al centro della propria azione «la persona e, in particolare, i minori più fragili».