
Roma rivoluziona la manutenzione stradale con un maxi piano da 600 milioni
L’amministrazione di Roma ha deciso di avviare una profonda trasformazione nella gestione e nella cura del proprio immenso patrimonio viario, introducendo una strategia di lungo periodo destinata a modificare in modo radicale l’aspetto e la sicurezza delle arterie cittadine. Attraverso l’aggiudicazione di una maxi gara legata a 15 accordi quadro, ciascuno dei quali sarà specificamente destinato al territorio di un singolo municipio, il Campidoglio propone un sistema centralizzato per la sorveglianza, il pronto intervento e la manutenzione ordinaria e straordinaria. La grande novità di questa imponente operazione risiede nel superamento definitivo della storica e complessa distinzione tra la viabilità principale e quella secondaria. Da questo momento in poi, l’intera rete stradale, che si estende per circa 8mila chilometri, riceverà un trattamento omogeneo e standard di qualità uniformi sotto la supervisione e la gestione coordinata di Risorse per Roma, la società in house dell’amministrazione comunale.
Questo ambizioso piano di investimenti può contare su una dotazione finanziaria complessiva di circa 600 milioni di euro, che verranno distribuiti nell’arco dei primi tre anni. Le risorse stanziate dall’amministrazione capitolina non serviranno soltanto a contrastare il diffuso problema delle buche sulle carreggiate, ma estenderanno la loro efficacia alla cura e al ripristino sistematico dei marciapiedi, delle corsie preferenziali dedicate al trasporto pubblico, delle piste ciclabili, delle sedi tranviarie, degli spartitraffico e dell’intera segnaletica orizzontale e verticale. L’architettura di questo nuovo modello operativo è stata studiata per ridurre al minimo i tempi della burocrazia, consentendo l’attivazione dei cantieri in tempi estremamente celeri e garantendo alle squadre di manutenzione la capacità di attuare interventi d’emergenza entro 24 ore dalla prima segnalazione. Inoltre, per assicurare la massima trasparenza ai cittadini, ogni operatore economico coinvolto nella gara dovrà obbligatoriamente dotarsi di sistemi digitali avanzati per il monitoraggio, la tracciabilità e la rendicontazione dettagliata di tutte le opere eseguite sul territorio comunale.
La scelta dello strumento dell’accordo quadro si rivela ideale per questo genere di interventi, poiché permette al comune di legarsi a un’impresa di riferimento per ciascun lotto municipale senza la necessità di dover indire una nuova gara d’appalto per ogni singola riparazione. In questo modo i contratti operativi e la relativa copertura economica verranno attivati esclusivamente in base alle reali necessità che si manifesteranno nel tempo. Questo approccio si inserisce nel solco di una programmazione virtuosa che, dal 2022 a oggi, ha già permesso al Dipartimento lavori pubblici di riqualificare oltre 630 chilometri di grande viabilità, una cifra che corrisponde a circa l’80% delle arterie principali cittadine. Per raggiungere questo primo traguardo sono stati impiegati oltre 330 milioni di euro provenienti sia dalle casse del comune sia dai fondi speciali stanziati per il Giubileo.
Parallelamente al piano di manutenzione, l’Assemblea capitolina ha approvato un nuovo e rigido regolamento per la disciplina degli scavi nel sottosuolo cittadino, volto a tutelare il lavoro svolto finora. Il provvedimento nasce dall’esigenza di migliorare il coordinamento tra le numerose aziende di servizi che intervengono sui sottoservizi romani, ponendo fine al dannoso fenomeno dei cantieri ravvicinati e ripetuti che deteriorano l’asfalto appena steso. La protezione degli investimenti stradali avverrà tramite una pianificazione rigorosa che valuterà l’effetto cumulativo delle richieste di scavo sulla medesima carreggiata. Tra i vincoli più significativi introdotti dal testo spicca il divieto assoluto di effettuare nuovi scavi per un periodo di cinque anni dalla realizzazione di strade ex novo, un blocco temporale che scende a tre anni per le arterie sottoposte a manutenzione straordinaria e a due anni per gli interventi di tipo ordinario. L’assessore capitolino ai lavori pubblici ha espresso profonda soddisfazione per il traguardo raggiunto, sottolineando l’importanza delle nuove norme. «Si tratta di uno strumento fondamentale per una gestione più moderna, ordinata ed efficiente degli scavi nella città di Roma – ha spiegato Ornella Segnalini, assessore capitolino ai lavori pubblici – È un provvedimento che punta a migliorare il coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti, ridurre i disagi per cittadini e territori e garantire maggiore qualità negli interventi sullo spazio pubblico». Grazie a questo doppio binario normativo e operativo, la Capitale punta a innalzare i propri standard di vivibilità per tutti i cittadini.