
Roma e New York siglano un patto di cooperazione
Quasi settemila chilometri separano il centro storico di Roma dalla vibrante Manhattan, due realtà apparentemente distanti ma unite da un filo invisibile. Esse condividono la fortuna e il prezzo di essere tra i luoghi più desiderati del pianeta, ed è proprio su queste analogie che si innesta un accordo formale senza precedenti in Italia. Il Municipio I della Capitale, cuore storico e istituzionale della città, ha siglato un’intesa triennale con il distretto di Manhattan incentrata sulla cooperazione culturale tra grandi centri urbani. Presentata nell’ambito del Forum Cultura Roma centro, questa partnership darà vita a collaborazioni tra musei, archivi, biblioteche e università, promuovendo scambi artistici e programmi dedicati ai giovani, riducendo idealmente la distanza tra Broadway e il Teatro Argentina, o tra Times Square e Piazza del Popolo.
Il sindaco di New York, Zohran Mamdani, ha espresso grande entusiasmo per l’iniziativa, sottolineando in un videomessaggio come i due distretti «condividono qualcosa di profondo». Nel suo intervento, il primo cittadino statunitense ha ricordato che New York e Roma sono due delle realtà più iconiche del pianeta, definendole «luoghi di creatività, diversità ed energia civica» che appartengono non solo ai propri residenti, ma anche all’immaginario globale. Mamdani ha descritto le due aree come centri storici viventi in cui «ogni strada, ogni piazza, ogni palazzo porta storie del passato mentre ospitano la vita del presente». Proprio per questo motivo, l’intesa tra Manhattan e il primo municipio «è così significativo», in quanto «questa partnership riconosce che i centri storici non devono diventare musei di sé stessi ma devono rimanere luoghi vivaci, inclusivi e abitati dai loro residenti». Il canale che si apre permetterà «uno scambio di idee sulla governance culturale, gli spazi pubblici, le scuole, la gestione del turismo, l’innovazione, sulla sostenibilità e la partecipazione civica», trasformando i rapporti tra le città in «ponti di speranza e di intelligenza» in un’epoca di divisioni globali. A rappresentare fisicamente Manhattan a Roma per la firma dell’accordo era presente il presidente del distretto, Brad Hoylman-Sigal.
La risposta del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, non si è fatta attendere ed è arrivata nel pomeriggio, affidata anch’essa a un videomessaggio. Dicendosi molto soddisfatto dell’intesa, Gualtieri ha espresso la volontà di guardare oltre, affermando che l’amministrazione intende «continuare a percorrere questa strada, allargando la cooperazione tra Roma e New York». Secondo il sindaco romano, le due metropoli «condividono molte visioni comuni e molte delle stesse sfide. E sappiamo che insieme possiamo essere più forti». L’obiettivo è tradurre il protocollo in «uno scambio concreto di experiences e competenze», valorizzando le relazioni internazionali che «giocano un ruolo decisivo: aiutano a scambiare conoscenze» e permettono «a mettere al centro la qualità della vita di residenti, lavoratori e studenti». In conclusione, ha ribadito come Roma sia attivamente «impegnata ad approfondire questa partnership con New York».
A spiegare le motivazioni profonde dietro il progetto è stata anche l’assessore alla Cultura del Municipio Primo, la quale ha evidenziato che «le città storiche non possono limitarsi a custodire il passato, ma devono produrre contemporaneità, immaginario e relazioni internazionali». Il lavoro di preparazione ha richiesto sei mesi di trattative, ma la prospettiva è quella di non fermarsi a New York. L’intenzione è creare una vera e propria rete internazionale di grandi metropoli colpite dalle medesime problematiche per cercare soluzioni condivise, guardando a città come Barcellona, Londra e Parigi, con quest’ultima già legata a Roma da un gemellaggio storico. I primi frutti concreti si vedranno già in autunno, con un progetto che punta a portare l’arte classica romana a Manhattan e, contemporaneamente, l’arte contemporanea newyorchese tra i vicoli della Capitale.