
Roma da record: oltre un milione di turisti nei ponti di primavera
La città di Roma sta vivendo una primavera straordinaria dal punto di vista dell’accoglienza turistica, confermandosi come una delle mete più ambite a livello mondiale nonostante le incertezze del panorama internazionale e l’aumento generalizzato dei costi. Tra la fine di aprile e l’inizio di maggio, la Capitale ha registrato flussi turistici imponenti, segnando un quasi tutto esaurito che ha coinvolto l’intero sistema ricettivo, dai grandi alberghi del centro fino alle strutture extra-alberghiere dei quartieri limitrofi. Le stime elaborate dagli operatori del settore indicano che tra il fine settimana del 25 aprile e il lungo ponte del primo maggio le presenze complessive hanno superato la quota simbolica di un milione, consolidando un trend di crescita già emerso chiaramente durante le festività pasquali.
I dati provvisori indicano un arrivo di turisti compreso tra le 450.000 e le 520.000 unità, con una permanenza media che oscilla tra le due e le tre notti per visitatore. Questa forte attrattività è stata sostenuta non solo dal richiamo intramontabile dei siti monumentali e artistici dell’Urbe, ma anche da una programmazione di eventi di grande richiamo, tra cui spicca il tradizionale concerto del primo maggio. Le condizioni meteorologiche particolarmente clementi hanno inoltre favorito un’ondata di prenotazioni dell’ultimo minuto, permettendo alla città di mostrare numeri che non sembrano risentire della crisi dei consumi. L’assessore capitolino al turismo, Alessandro Onorato, ha commentato con soddisfazione questi risultati sottolineando come i numeri record «non sono il frutto del caso, ma merito della strategia e delle scelte fatte in questi anni».
Dal punto di vista economico, l’impatto di questa ondata turistica è estremamente rilevante per il tessuto produttivo romano. Con una spesa media giornaliera stimata tra i centosessanta e i centosettanta euro per persona, la spesa diretta prodotta durante le due settimane dei ponti si attesta intorno ai duecento milioni di euro. Se a questa cifra si aggiunge l’indotto generato sull’intera filiera, che comprende fornitori e servizi correlati, il valore complessivo prodotto per l’economia cittadina raggiunge una forchetta che va dai 350 ai 400 milioni di euro. Il settore dell’ospitalità si conferma il principale motore di questa ricchezza, raccogliendo quasi la metà della spesa totale, seguito a breve distanza dalla ristorazione e dal commercio al dettaglio.
Tuttavia, a fronte di una Roma che accoglie folle da ogni parte del mondo, emerge un segnale di segno opposto per quanto riguarda le abitudini di viaggio degli stessi residenti. Le agenzie di viaggio del Lazio segnalano infatti un rallentamento preoccupante nelle prenotazioni per le prossime vacanze estive da parte dei romani. La situazione appare stagnante sia per quanto riguarda le mete nazionali sia per quelle internazionali a lungo raggio. Cinzia Renzi, alla guida di Assoviaggi Lazio, ha evidenziato come il clima economico stia influenzando pesantemente le scelte delle famiglie: «è tutto fermo sul fronte delle prenotazioni, sia per l’estero che per l’Italia. Qualcuno prenota viaggi a corto raggio, ma il caro carburante e l’aumento del costo della vita fanno passare la voglia di pensare alle vacanze».
Questa prudenza nelle spese per i viaggi estivi è confermata anche da Stefano Corbari, presidente regionale della Fiavet, il quale osserva una domanda concentrata quasi esclusivamente sull’area mediterranea e sull’Europa. Se da un lato la città festeggia l’arrivo massiccio di visitatori stranieri, dall’altro le imprese che gestiscono il turismo in uscita devono fare i conti con un mercato interno frenato dall’inflazione e dall’instabilità geopolitica. La sfida per la Capitale resta dunque quella di mantenere elevati i propri standard di accoglienza per continuare a essere una locomotiva economica, cercando al contempo di monitorare le difficoltà di un settore che vede il cittadino locale sempre più vincolato da logiche di risparmio forzato.