
Missione in Grecia per Giorgia Meloni: summit su energia e migranti
L’ombra delle decisioni politiche di Donald Trump si allunga sul delicato percorso che il governo italiano si trova a dover intraprendere nei prossimi mesi. L’esecutivo guidato da Giorgia Meloni si ritrova infatti davanti a un complesso bivio strategico. Da un lato vi è la necessità di far fronte agli impegni assunti in sede Nato riguardo alla spesa militare, con la questione ancora aperta dei 15 miliardi di euro legati al prestito Safe, rimasti congelati per altre due settimane. Dall’altro lato si impone con urgenza la gestione di una pesante crisi energetica globale, caratterizzata dal costante aumento dei prezzi dei carburanti provocato dalle tensioni geopolitiche in Iran, una situazione i cui costi economici ricadono in larga misura sulle nazioni europee. In questo scenario fortemente instabile, la presidente del Consiglio si reca in Grecia per partecipare a una serie di importanti incontri diplomatici, consapevole delle numerose insidie che attendono la stabilità economica del Paese.
Il palcoscenico del vertice è la suggestiva cornice di Costa Navarino, nel Peloponneso, un luogo che con i suoi paesaggi naturali fa da contrasto alle preoccupazioni politiche che assillano i leader del Vecchio Continente, messi a dura prova dalle ripercussioni della crisi legata allo stretto di Hormuz. Consapevole delle difficoltà, la premier italiana ha voluto delineare chiaramente la linea d’azione del governo ai propri ministri, spiegando che l’obiettivo prioritario deve essere quello di chiedere a Bruxelles una maggiore flessibilità di bilancio per fronteggiare i costi dell’energia, sulla falsariga di quanto già concesso per il settore della difesa. L’idea di fondo è che senza un allentamento delle regole del Patto di Stabilità risulterà estremamente difficile reperire le risorse finanziarie necessarie a sostenere famiglie e imprese contro il caro-energia. A complicare il quadro politico interno sono intervenute anche le dichiarazioni di Antonio Tajani dal congresso di Forza Italia relative a una possibile manovra correttiva, un’ipotesi successivamente derubricata a un eventuale scostamento di bilancio per evitare allarmismi.
Per verificare i margini di manovra in ambito comunitario, sono attivi canali di comunicazione sia informali, attraverso i contatti di Raffaele Fitto a Bruxelles, sia istituzionali con il Commissario all’Economia Valdis Dombrovskis. La trattativa si preannuncia complessa, poiché la mappa degli equilibri europei vede ancora una volta contrapposti i paesi cosiddetti frugali e la Germania al blocco dei paesi mediterranei, storicamente favorevoli a una maggiore flessibilità sui conti pubblici. Parallelamente si registra un dibattito interno all’esecutivo tra il ministero della Difesa e il dicastero dell’Economia sull’opportunità di sbloccare i fondi del prestito Safe per sostenere la spesa militare. La linea della presidenza del Consiglio in questo momento tende a privilegiare il dossier energetico, soprattutto in vista della scadenza degli sconti sulle accise e della definizione delle reali entrate fiscali derivanti dall’Iva.
Mentre lo scenario politico americano vede un Donald Trump concentrato sui rapporti bilaterali con la Cina, Giorgia Meloni cerca di consolidare l’asse diplomatico meridionale. Il programma della visita prevede un vertice a quattro con i leader di Grecia, Malta e Cipro, finalizzato a discutere la cooperazione in materia di flussi migratori e, soprattutto, a trovare soluzioni condivise sul fronte dell’approvvigionamento di gas. L’evento internazionale, organizzato sotto rigide regole di riservatezza, vede la partecipazione di autorevoli figure della finanza e della politica mondiale, tra cui i vertici della Banca Centrale Europea e del Fondo Monetario Internazionale, nonché rappresentanti governativi del Kuwait e del Qatar. Proprio il dialogo con la delegazione qatariota riveste un’importanza fondamentale per il governo italiano, intenzionato a ripristinare i flussi di gas naturale liquefatto recentemente penalizzati dall’instabilità nell’area mediorientale.