
Ostia, nuove firme per le concessioni balneari per la stagione 2026
Il litorale di Ostia attraversa una fase di profonda trasformazione burocratica e strutturale che segna un punto di rottura rispetto alla gestione del passato. Proprio in queste ore, gli uffici capitolini stanno procedendo alla firma di altre dieci concessioni balneari, un passaggio fondamentale che segue le numerose sottoscrizioni avvenute nei giorni precedenti. Questo sforzo amministrativo, sebbene complesso e meno visibile rispetto alle immagini patinate dei social network, rappresenta il pilastro su cui il Comune di Roma intende fondare una gestione ordinata e trasparente degli arenili. Parallelamente all’iter documentale, si assiste a interventi di autodemolizione, come avvenuto presso lo stabilimento Bahia, dove i gestori hanno preferito agire in autonomia per evitare l’intervento coatto dei vigili del fuoco. L’azione delle ruspe non è che l’ultimo atto di una selezione rigorosa guidata dalle normative nazionali ed europee, volta a riassegnare il demanio marittimo tramite bandi e controlli serrati.
Mentre il Parlamento ha recentemente respinto ulteriori richieste di proroga per le concessioni di altre regioni colpite da eventi climatici, Roma prosegue dritta verso l’obiettivo di una piena regolarizzazione. In un recente consiglio straordinario del Municipio X, è stato ufficialmente illustrato il progetto del Parco del Mare, i cui cantieri sono pronti a partire il prossimo 18 giugno. L’amministrazione capitolina, per voce dell’assessore Maurizio Veloccia, ha ribadito l’impegno a rendere operativo il nuovo Piano Arenili entro la conclusione della consiliatura, prevedendo un orizzonte temporale di circa un anno. Tale strumento consentirà di stipulare concessioni di più lunga durata, offrendo stabilità agli operatori economici in regola. Attualmente, un terzo dei lotti disponibili sul litorale romano è già stato assegnato, con tredici gestori che hanno firmato i contratti garantendo l’apertura regolare per la stagione balneare in corso. Tra le strutture confermate figurano nomi storici come Village, Elmi, Edonè, Plinius e la Vecchia Pineta, insieme ai quattro chioschi di Castel Porziano. Dalla Direzione Rigenerazione del Litorale e Grandi Progetti trapela una volontà ferma: «L’obiettivo è arrivare alla firma di tutte le concessioni».
La strategia adottata per Ostia si differenzia nettamente da quanto accade nelle realtà limitrofe, come Fiumicino, dove la giunta ha optato per procedure senza bando fino al 2033. La giunta Gualtieri ha invece scelto di affrontare lo stato dei lidi con un intervento radicale, ereditando una situazione caratterizzata da concessioni trentennali mai sottoposte a gara pubblica e dalla presenza di diffusi abusi edilizi. I nuovi criteri di assegnazione impongono requisiti stringenti: ogni aspirante concessionario deve dichiarare formalmente di non aver ricevuto provvedimenti definitivi per interventi abusivi. In virtù dell’ordinanza sindacale vigente, il Comune, in qualità di autorità concedente, mantiene il potere di ordinare la demolizione delle opere non conformi e il ripristino dello stato dei luoghi per tutelare il bene pubblico. Come previsto dalle norme per le attività propedeutiche alla stagione 2026: «È fatto obbligo all’operatore, su richiesta degli Uffici del Dipartimento Valorizzazione del Patrimonio e Politiche Abitative, di eseguire tutte le attività necessarie a consentire l’ordinato subentro del nuovo soggetto assegnatario». Questa visione di lungo periodo mira a mappare definitivamente ciò che esiste sulla costa per giungere a un piano di utilizzo degli arenili che sia finalmente legittimo e sostenibile.