
Roma in cima tra le destinazioni turistiche in Europa
In un’epoca segnata da costanti turbolenze internazionali e incertezze globali, il turismo italiano dimostra una tempra straordinaria, confermandosi come il vero polmone economico della nazione. Durante la recente 76esima assemblea nazionale di Federalberghi, la premier Giorgia Meloni ha voluto ribadire con forza l’importanza vitale di questo comparto, che nell’anno appena trascorso ha inciso per il tredici per cento sull’occupazione complessiva, generando una ricchezza pari a 237 miliardi di euro. Le parole della presidente del Consiglio non lasciano spazio a dubbi sulla natura essenziale del settore, definito come qualcosa che va ben oltre il semplice dato statistico. «Il turismo è molto più di un settore strategico per la nostra economia: il valore che genera va ben oltre il 13% del prodotto interno lordo», ha dichiarato Meloni, evidenziando come l’Italia sia riuscita a superare competitor storici come Francia, Spagna e Germania per quanto riguarda la durata media del soggiorno, che oggi si attesta su circa 3,6 notti, un primato europeo di grande prestigio.
La Capitale gioca un ruolo da protagonista assoluta in questa rinascita, con numeri che polverizzano la concorrenza interna. Nel 2024, Roma ha prodotto un indotto superiore ai 13 miliardi di euro, superando la somma dei risultati di città d’arte come Venezia, Firenze e Milano messe insieme. L’assessore capitolino Alessandro Onorato ha messo in luce una dinamica di espansione alberghiera senza precedenti, con 176 nuove aperture dal periodo post-pandemico a oggi, di cui una parte significativa dedicata al segmento del lusso con ben 27 nuovi hotel a cinque stelle. Questa vitalità è confermata dal decimo rapporto sul sistema alberghiero nazionale, che vede l’Italia sul gradino più alto del podio europeo per capacità ricettiva, vantando oltre un milione di camere distribuite in più di trentaduemila strutture. Nel solo 2024, gli arrivi negli alberghi hanno toccato quota 96,4 milioni, segnando una crescita costante nonostante le sfide esterne.
Nonostante questi traguardi, il clima che si respira tra gli addetti ai lavori è di vigile attesa. Bernabò Bocca, riconfermato alla presidenza di Federalberghi, ha espresso soddisfazione per la reattività mostrata dal comparto dopo la crisi del Covid, ma non ha nascosto preoccupazioni profonde riguardo al futuro prossimo. La tensione nello scacchiere mediorientale e le incertezze sui collegamenti aerei, aggravate dall’allarme per la disponibilità di cherosene, rappresentano una seria minaccia per i flussi provenienti da oltreoceano. «Il rischio geopolitico e i conflitti in corso possono incidere negativamente sui flussi turistici diretti verso il nostro Paese e, in particolare, sugli arrivi da oltreoceano e dagli Stati Uniti», ha avvertito Bocca, segnalando un rallentamento delle prenotazioni per i mesi di luglio e agosto dovuto proprio al clima di incertezza sui collegamenti internazionali.
Un’altra sfida cruciale è rappresentata dal rincaro dei costi energetici, che nel mese di aprile ha già fatto registrare un aumento delle bollette per gli alberghi, aziende per loro natura energivore. Questo shock esogeno rischia di ipotecare i risultati dei prossimi anni se non verranno presi provvedimenti tempestivi per mitigare gli effetti dei rincari. Oltre alla questione energetica, la categoria chiede a gran voce regole ferree contro le recensioni mendaci e una maggiore equità fiscale nel confronto con gli affitti brevi. La proposta di Bocca è chiara: abbassare la tassazione per chi gestisce appartamenti turistici nei piccoli borghi, dove le strutture ricettive scarseggiano, e aumentarla drasticamente nelle grandi città, dove la proliferazione incontrollata di queste attività crea una concorrenza ritenuta sleale. «Nei borghi, dove ci sono poche strutture ricettive, gli appartamenti possono essere di grande aiuto, peccato che la maggior parte di queste strutture si trovi nelle grandi città», ha concluso il presidente, auspicando una disciplina comune che tuteli la grande eccellenza dell’ospitalità italiana. Il settore resta resiliente, ma per mantenere i ritmi dell’anno del Giubileo servirà un supporto costante contro le nuove incognite globali.