
Quarticciolo, firmato il piano da 53 milioni: ecco come cambierà volto
Penna alla mano e sguardi tesi verso un futuro che, per una volta, sembra avere scadenze certe e coperture finanziarie blindate. Sui tavoli della Regione Lazio è andata in scena una sorta di coreografia istituzionale, necessaria per suggellare un passaggio formale che molti residenti del Quarticciolo aspettavano da anni, forse con quella stanchezza rassegnata di chi ha visto passare troppe passerelle elettorali senza mai scorgere l’ombra di un cantiere vero. Si parla di uno stanziamento complessivo di 53 milioni di euro, una cifra imponente destinata a rivoltare come un guanto il tessuto infrastrutturale, sociale e sanitario di un quartiere che è diventato, suo malgrado, il simbolo delle fragilità della periferia romana est.
Entrando nelle pieghe di questo cospicuo portafoglio, emerge una strategia che cammina su due binari paralleli ma convergenti. Da una parte ci sono i 30 milioni di euro messi a disposizione direttamente dalla Regione Lazio attraverso i fondi europei, risorse che hanno come obiettivo primario l’attacco frontale all’emergenza abitativa che logora la zona. Dall’altra, il piano si avvale di 23milioni di euro provenienti dal governo nazionale, attinti dal perimetro del decreto Caivano. Questa massa di capitali non si disperderà in mille rivoli, ma si concentrerà su interventi pesanti che dovrebbero concludersi entro i prossimi 18 mesi. Il cuore dell’operazione riguarda il patrimonio Ater: Francesco Rocca ha spiegato con estrema chiarezza che si partirà dal recupero di 78 appartamenti attualmente ridotti in macerie e dunque inutilizzabili. Questi alloggi, una volta sanati, verranno immediatamente consegnati alle famiglie regolarmente iscritte in graduatoria, restituendo ossigeno a un sistema di assegnazioni che troppo spesso è rimasto soffocato da lungaggini e illegalità.
L’intervento non si ferma però alla singola abitazione, ma abbraccia l’intero complesso edilizio del Quarticciolo. Il programma prevede infatti la manutenzione straordinaria di circa 500 appartamenti e, dettaglio fondamentale per la qualità della vita di molti anziani e persone con disabilità, l’abbattimento delle barriere architettoniche con l’installazione di ascensori in stabili che ne sono sprovvisti da sempre, a beneficio di trecento nuclei familiari. Parallelamente, la modernizzazione toccherà le centrali termiche di 600 alloggi, garantendo finalmente servizi efficienti in un quadrante dove il riscaldamento è stato spesso un miraggio invernale. In totale, l’amministrazione regionale andrà a incidere profondamente su oltre due terzi del patrimonio pubblico presente nell’area, cercando di colmare un gap di manutenzione che si è accumulato per decenni di disattenzione.
Al di fuori delle mura domestiche, i fondi governativi si occuperanno di ridisegnare la socialità del quartiere. È prevista la riqualificazione integrale della piazza principale, il recupero dei locali commerciali di proprietà Ater che oggi versano in stato di abbandono e la costruzione di un nuovo asilo nido, infrastruttura vitale per permettere alle giovani coppie della zona di conciliare vita e lavoro. Anche le scuole del territorio beneficeranno di interventi di messa in sicurezza e restyling, mentre gli ex padiglioni Caba in viale Palmiro Togliatti diventeranno il nuovo volto del welfare locale, ospitando un centro per i servizi socio-assistenziali del Municipio insieme a laboratori tecnologici e spazi dedicati all’artigianato e all’economia circolare.
Sul delicato tema degli sgomberi e della gestione delle occupazioni, la posizione della Regione è parsa granitica. Rocca ha ribadito che restituire legalità non significa militarizzare il territorio, ma dare risposte concrete alle famiglie fragili che rispettano le regole e attendono il loro turno. Il timore che le case ristrutturate possano cadere nuovamente preda del racket delle occupazioni è alto, ed è per questo che il commissario Ciciliano ha insistito sulla necessità di assegnazioni lampo non appena i lavori saranno ultimati. Anche i rapporti con il Campidoglio sembrano procedere senza eccessivi scossoni, con il sindaco Gualtieri informato di ogni passaggio e la consapevolezza che, sebbene le proprietà siano regionali, il miglioramento della vita al Quarticciolo è un successo che ogni istituzione coinvolta potrà legittimamente rivendicare come proprio.