
Operazione decoro: piazzale Flaminio liberato dalle bancarelle degli ambulanti
Il sipario si è finalmente alzato su piazzale Flaminio, regalando ai romani una prospettiva che sembrava smarrita nelle nebbie del disordine urbano. Oggi lo sguardo può finalmente correre libero verso l’orizzonte, incontrando senza ostacoli le maestose Mura Aureliane e la solennità di Porta del Popolo, vero e proprio biglietto da visita del sito Unesco capitolino. Tutto ha avuto inizio nelle prime luci dell’alba di ieri, quando il presidio di tre pattuglie della polizia locale ha sancito la fine di un’epoca: le bancarelle non ci sono più. Di quel mercatino che per anni ha occupato lo spazio pubblico non restano che le geometrie blu dipinte sull’asfalto, testimoni muti di postazioni ora trasferite verso piazza Mancini.
Andrea Alemanni, che ricopre il ruolo di consigliere capitolino del Partito democratico e presiede la commissione Commercio di Roma Capitale, ha voluto chiarire le motivazioni alla base di questa scelta drastica ma necessaria: «C’era un problema di sicurezza per la vicinanza alle uscite della stazione metro Flaminio e della stazione ferroviaria Roma-Viterbo». I posteggi, ha assicurato Alemanni, sono stati ricollocati in modo funzionale e ordinato in un’area poco distante, cercando di bilanciare il diritto al lavoro con il dovere del decoro. Insieme a lui, sul campo, era presente Valentina Caracciolo, assessore alle Attività Produttive del II Municipio, che ha sottolineato come l’intervento fosse atteso da moltissimo tempo.
L’assessore Caracciolo ha ricordato quanto sia stato complesso il percorso amministrativo che ha portato a questo risultato, citando un intreccio di norme e sentenze: «Si tratta di un intervento atteso da anni, che la giunta del Municipio II, il mio assessorato e i preziosi uffici del commercio municipali con l’ausilio della Polizia locale sono riusciti a portare a termine, al di là delle difficoltà del complesso percorso amministrativo». La Direttiva Bolkestein, il piano del commercio municipale approvato a dicembre e le indicazioni delle autorità di pubblica sicurezza sono stati i pilastri dell’azione, supportati da una sentenza del Tar ormai definitiva. I giudici hanno infatti confermato che zone di tale rilevanza storica non possono essere destinate stabilmente al commercio ambulante, nel pieno rispetto del Codice dei beni culturali.
La nuova destinazione dei sei banchi, individuata in piazza Mancini dopo un’attenta istruttoria, è stata studiata per non sottrarre parcheggi ai residenti e ha ottenuto il nulla osta di Roma Servizi per la Mobilità e di Atac, considerando la presenza di importanti capolinea bus nella zona. Il processo di riqualificazione non si esaurisce qui, poiché il piano prevede anche il trasloco del chiosco di fiori situato accanto alle Mura Aureliane, che troverà una nuova collocazione in viale Bruno Buozzi, nel cuore dei Parioli. Francesca De Bello, minisindaca del II Municipio, ha confermato che questo provvedimento rappresenta il traguardo di un impegno durato circa diciotto mesi. La rivoluzione del commercio di quartiere è però solo alle prime battute, dato che entro la fine del 2026 verrà indetto un bando pubblico per riorganizzare l’intero settore nel rispetto delle normative europee.
La reazione dei cittadini non si è fatta attendere ed è stata di puro plauso. Il comitato Amici di piazzale Flaminio ha ricordato con emozione che l’attesa per vedere la piazza sgombra è durata ben 18 anni. Ora che l’area è finalmente libera, i residenti si dicono pronti ad autotassarsi per ripulire le antiche mura dai graffiti che le hanno imbrattate per anni. La speranza è che il decoro venga mantenuto anche attraverso la piantumazione di aiuole, che agirebbero come deterrente naturale contro il commercio abusivo. Per garantire che questo nuovo equilibrio non venga incrinato, la polizia locale manterrà un presidio costante nei prossimi giorni, vigilando affinché Porta del Popolo resti degna della sua gloriosa storia.