
L’economia “rosa” di Roma vola: la crescita delle imprese femminili
Roma si sveglia ogni giorno con la forza di un vero e proprio esercito composto da 96.539 imprese rigorosamente al femminile. Questa cifra impressionante non è solo un record statistico, ma la testimonianza di come la provincia capitolina sia diventata il cuore pulsante dell’economia rosa in Italia, con una percentuale di realtà guidate da donne che tocca il 22,1% del tessuto imprenditoriale totale. Proprio ieri, la Camera di Commercio ha voluto celebrare questo dinamismo premiando nove eccellenze che si sono distinte nelle edizioni 2024 e 2025 del bando denominato Idea innovativa. Questi progetti spaziano in settori eterogenei, dimostrando che la creatività delle imprenditrici romane non conosce confini, muovendosi con agilità tra la conciliazione dei tempi vita-lavoro e la valorizzazione della cultura vinicola locale. L’iniziativa è stata concepita con l’obiettivo di diffondere una cultura d’impresa moderna e favorire una crescita che sappia valorizzare il contesto sociale del territorio, supportando soluzioni inedite per l’attività aziendale di ogni giorno.
Il presidente della Camera di Commercio, Lorenzo Tagliavanti, ha commentato con orgoglio ma anche con una necessaria dose di realismo i risultati raggiunti, sottolineando che «Roma si conferma prima provincia italiana per numero di imprese femminili. Un dato che, però, non deve indurre a facili entusiasmi». Questa prudenza nasce dalla consapevolezza che, nonostante i primati, la strada verso una parità di genere effettiva e strutturale sia ancora lunga. Tra le idee che hanno ricevuto il prestigioso riconoscimento spicca Working Mom, un progetto che punta dritto al cuore della gestione familiare offrendo spazi a misura di bambino all’interno delle aziende o in hub tecnologici dedicati, il tutto integrato in una piattaforma di welfare aziendale. Sul fronte della promozione territoriale troviamo invece WineLink, un ecosistema digitale che mette in connessione produttori e ristoratori per celebrare la tradizione enologica romana.
La carrellata dei progetti premiati prosegue toccando corde sociali e tecnologiche molto diverse tra loro. Si passa dalla promozione di un abbigliamento etico che vuole dare voce a valori umani universali alla rivisitazione artigianale del sandalo su misura realizzato in tempo reale, fino ad arrivare allo storytelling digitale che esporta il talento italiano nel mondo. La fusione tra la nobile tradizione del travertino romano e il design di lusso internazionale rappresenta un altro tassello fondamentale di questa innovazione, così come lo sviluppo di soluzioni scientifiche avanzate per combattere lo spreco alimentare nelle piccole e medie imprese. Non mancano poi le tecnologie rivolte alla sostenibilità, con sistemi di riparazione elettronica per la riduzione dei rifiuti e la progettazione di arredi commerciali inclusivi che abbattono le barriere fisiche per i clienti con disabilità. Un premio speciale è stato inoltre consegnato a Elisabetta Sgarbi, definita da Tagliavanti come «un esempio luminoso di determinazione, coraggio e capacità di innovare» per il suo lavoro con la casa editrice La nave di Teseo.
Analizzando i dati nel dettaglio, emerge che il settore del commercio è quello che catalizza il maggior numero di imprese rosa a Roma, con quasi 22.000 realtà attive. Seguono il comparto dell’alloggio e della ristorazione con circa 10.000 aziende e i servizi alla persona, che comprendono lavanderie e centri estetici, con oltre 9.000 unità. Anche l’agricoltura vede una presenza significativa con 3.160 imprese femminili. Un dato particolarmente interessante del 2025 riguarda la componente straniera, che vede 15.125 imprenditrici nate all’estero, segnale di un’integrazione che passa attraverso l’iniziativa economica. Il tasso di occupazione femminile a Roma ha raggiunto il record storico del 58,5% nel 2024, superando di oltre cinque punti la media nazionale. Simona Petrozzi, alla guida del Comitato per la promozione dell’imprenditorialità femminile, descrive la città come «un vero e proprio laboratorio di idee», evidenziando come il lavoro si concentri non solo sul miglioramento delle classi imprenditoriali ma anche sulla capacità di advocacy e sull’internazionalizzazione. Tuttavia, resta il monito finale di Tagliavanti, il quale ricorda che i divari esistenti rendono ancora lontano l’obiettivo di superare definitivamente le diseguaglianze di genere.