Proroga sconti benzina e diesel: il piano del Mef con l’accisa mobile

05/06/2026

A dispetto delle indiscrezioni trapelate nei giorni scorsi, il governo italiano si muove verso la conferma delle misure di contenimento dei prezzi al distributore per i carburanti. Il taglio dei costi attualmente in vigore, la cui scadenza naturale è fissata per il prossimo 6 giugno, sarà rinnovato attraverso un apposito decreto ministeriale. Questo passaggio formale avverrà non appena sarà definita con esattezza l’entità dell’extragettito derivante dall’Iva, risorsa fondamentale che servirà a finanziare l’intero provvedimento sfruttando il collaudato meccanismo della cosiddetta accisa mobile. Dunque non si renderà necessaria l’approvazione di una specifica norma di legge all’interno del Consiglio dei ministri, come ha opportunamente chiarito nelle ultime ore il Ministero dell’Economia e delle Finanze, smentendo le voci che ipotizzavano un passaggio politico immediato. L’attesa generale era infatti concentrata su un possibile decreto da discutere sul tavolo dell’ultimo Consiglio dei ministri, dove si era ventilata l’ipotesi di introdurre un sostegno selettivo mirato esclusivamente alle famiglie in condizione di vulnerabilità economica, sotto forma di un bonus una tantum da 100 euro destinato alla stessa platea che già beneficia della Carta dedicata a te.

Alla fine l’esecutivo ha preferito far slittare il provvedimento per consentire ai tecnici di via XX Settembre di calibrare con la massima precisione la durata del nuovo sconto sulla base dell’effettivo ammontare del gettito fiscale. Sebbene l’andamento recente dei prezzi alla pompa abbia leggermente ridotto il flusso delle entrate, l’ultima settimana ha comunque fatto registrare una tendenza favorevole per gli automobilisti, con rilevazioni del prezzo medio in costante calo. Fino a questo momento, la serie di interventi avviata a partire dallo scorso 19 marzo per proteggere i cittadini e il sistema produttivo dai rincari eccezionali provocati dal conflitto in Iran e dalle forti tensioni geopolitiche nello stretto di Hormuz, eventi che hanno pesantemente condizionato il transito delle navi petroliere, ha comportato un esborso complessivo per le casse dello Stato stimato in circa due miliardi di euro.

Per i mesi a venire si guarderà con attenzione anche alle nuove opportunità offerte dai margini di flessibilità sui conti pubblici recentemente concessi dalle istituzioni dell’Unione Europea. Bruxelles ha infatti espresso un parere favorevole sulla possibilità di estendere all’ambito energetico la clausola di sicurezza nazionale, una misura che fino a oggi era riservata esclusivamente alle spese per la difesa e che mette a disposizione uno spazio finanziario complessivo di circa 14 miliardi di euro ripartiti in un triennio. Si tratta di uno spazio che il Ministero definisce comunque non esagerato, motivo per cui sarà indispensabile dosare con estrema attenzione ogni singolo intervento. Inoltre, per poter usufruire concretamente di queste risorse sarà necessario attendere i tempi tecnici per l’approvazione formale da parte del Consiglio Europeo, oltre alla pubblicazione delle linee guida dettagliate.

Secondo lo schema attuale, l’Italia potrà spendere per le finalità energetiche fino allo 0,6% del prodotto interno lordo tra il 2027 e il 2029, rispettando il limite annuo dello 0,3%. Tali fondi saranno impiegati non solo per dare sollievo ai bilanci delle famiglie e delle imprese colpite dagli shock energetici, ma anche per finanziare riforme strutturali volte a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, promuovere i processi di decarbonizzazione e accelerare l’elettrificazione del Paese tramite investimenti mirati sulle reti, sullo stoccaggio e sull’espansione delle fonti di energia pulita.

L’ipotesi di introdurre dei voucher mirati era già stata valutata approfonditamente all’inizio della crisi energetica, ma in quella fase si era preferito optare per una riduzione generalizzata delle accise per motivi di rapidità d’impatto. Anche in questi giorni l’idea del bonus mirato incontra forti resistenze all’interno della stessa maggioranza di governo, in particolare da parte della Lega, che spinge per una platea di beneficiari decisamente più estesa rispetto ai soli possessori della Carta. Tuttavia, la scelta di mantenere una sforbiciata indiscriminata sui prezzi per tutta la popolazione contrasta con le raccomandazioni espresse dalle principali istituzioni finanziarie internazionali, tra cui il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Centrale Europea e la stessa Commissione Europea, che sollecitano da tempo l’adozione di aiuti temporanei e fortemente mirati per evitare di incentivare l’utilizzo dei combustibili di origine fossile.

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