
Roma, Photored: il piano hi-tech per fermare le infrazioni al semaforo
La sicurezza sulle strade della Capitale si prepara a un salto tecnologico, mirato a contrastare con decisione quelle condotte che troppo spesso si trasformano in tragedie evitabili. Entro l’anno in corso, la stretta contro le violazioni del Codice della strada vedrà l’ingresso massiccio di nuovi dispositivi hi-tech che non si limiteranno soltanto al controllo della velocità o della sosta selvaggia. Accanto agli autovelox e ai sistemi Gardium, già noti in passato come Cerbero e utilizzati per sanzionare le doppie file, l’attenzione del Campidoglio si sta concentrando con forza su chi ignora il segnale rosso dei semafori. Questa specifica infrazione rappresenta uno dei pericoli maggiori per l’incolumità dei pedoni e degli utenti più fragili della strada, come i motociclisti e i ciclisti. Il piano operativo approvato dal Comune prevede l’installazione di 38 nuovi dispositivi Photored che monitoreranno costantemente quindici tra gli incroci più sensibili e trafficati della città, portando il controllo automatico a un livello di capillarità mai visto prima d’ora nell’area metropolitana.
I cantieri per il posizionamento delle apparecchiature dovrebbero concludersi tra i mesi di marzo e aprile, permettendo l’attivazione completa di tutti i punti entro l’inizio della prossima estate. La mappa degli incroci coinvolti attraversa l’intero tessuto urbano, toccando snodi vitali come via Nomentana all’altezza di viale Regina Margherita, via Cristoforo Colombo sia all’incrocio con via Laurentina che in quello con via di Malafede, e la via Prenestina tra via Tor de’ Schiavi e via di Portonaccio. Altri punti critici includono piazzale Clodio, via Casilina vicino a viale Palmiro Togliatti e la circonvallazione Gianicolense presso i Colli Portuensi. Si tratta di aree dove storicamente il tasso di incidenti è più elevato e dove la presenza di un occhio elettronico sempre vigile può fungere da deterrente immediato per chi tenta di accelerare prima del cambio di colore della lanterna semaforica. Parte di questa strategia complessiva include anche la creazione di nuove zone a trenta chilometri orari all’interno della zona a traffico limitato del centro storico, dove la velocità media deve essere ridotta per tutelare la sicurezza dei residenti.
Eugenio Patanè, assessore capitolino alla mobilità, ha ribadito la centralità di questo progetto per la salvaguardia della vita umana nelle aree urbane di grande scorrimento: «La velocità è una delle cause più frequenti di incidenti gravi, con vittime, sulle nostre strade. Ecco perché abbiamo dato vita al piano per l’installazione di velox, dispositivi per il controllo e la sanzione dei passaggi col rosso e di rilevatori di velocità media, indicando come priorità tre strade ad alto scorrimento molto critiche della nostra città come Via Cristoforo Colombo, Corso Francia e via Leone XIII». Patanè ha inoltre evidenziato come questa misura si inserisca in un programma più ampio che comprende gli attraversamenti pedonali rialzati e il restringimento delle carreggiate, strumenti che agiscono fisicamente come deterrente contro l’eccesso di velocità. Un altro pilastro di questa visione è rappresentato dalle strade scolastiche, aree protette davanti agli istituti scolastici che nel 2026 vedranno l’aggiunta di 18 nuovi siti ai 20 già realizzati negli anni precedenti.
Parallelamente al controllo dei semafori, Palazzo Senatorio ha deciso di sferrare un attacco deciso alla sosta irregolare che ostacola il trasporto pubblico e la viabilità generale. L’Assemblea Capitolina ha recentemente approvato l’affidamento in house alla società Atac per la gestione della sosta tariffata e dei parcheggi di scambio, includendo nel nuovo contratto anche l’adozione sistematica dello Street Control. Con un investimento annuo previsto di circa 319mila euro, le tecnologie mobili permetteranno agli ausiliari del traffico di accertare automaticamente le infrazioni sulle corsie preferenziali, alle fermate degli autobus e nelle aree destinate alle strisce blu. Questo potenziamento tecnologico, supportato dagli organi della polizia locale, mira a liberare le corsie riservate ai mezzi pubblici e a sanzionare chi occupa abusivamente spazi fondamentali per la fluidità del traffico cittadino. I dati degli ultimi anni indicano che questa strategia sta portando a risultati tangibili nella riduzione della mortalità stradale, passata dai 154 decessi del 2023 ai 125 registrati nell’ultimo anno, confermando l’efficacia delle nuove tecnologie di controllo e monitoraggio del territorio.