Da giovedì, nuova ondata di scioperi: voli, treni e trasporto locale

23/02/2026

L’Italia si appresta a vivere un finale di febbraio decisamente complesso sul fronte della mobilità nazionale. Dopo il periodo di tregua forzata imposto per garantire il regolare svolgimento delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, il comparto dei trasporti torna a incrociare le braccia in modo massiccio e coordinato. La mobilitazione, che si svilupperà su scala nazionale, coinvolgerà il settore aereo, quello ferroviario e il trasporto pubblico locale, creando una sequenza di disagi che metterà a dura prova la pianificazione di migliaia di pendolari e turisti. La prima avvisaglia di questa ondata di proteste si verificherà mercoledì 25 febbraio nel territorio altoatesino, dove i lavoratori della società Sasa si fermeranno per l’intera giornata. Sebbene si tratti di un’agitazione circoscritta geograficamente alla provincia di Bolzano, essa rappresenta il prologo di un calendario molto più fitto e impattante destinato a estendersi rapidamente al resto della penisola nelle ore successive.

Il picco delle criticità è previsto per giovedì 26 febbraio, una data che segna il ritorno del conflitto sindacale nel settore strategico del trasporto aereo. Diverse sigle sindacali hanno infatti proclamato uno stop di ventiquattro ore che interesserà il personale di terra e di volo delle principali compagnie che operano nel nostro Paese. Tra i vettori maggiormente coinvolti figurano Ita Airways ed easyJet, che vedranno i propri dipendenti fermarsi su iniziativa di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt-Uil, Ugl Trasporto Aereo, Anpac e Anp. Per la compagnia Vueling è invece previsto un blocco di quattro ore, collocato nella fascia pomeridiana dalle 13 alle 17. Le ripercussioni operative saranno estremamente pesanti, con Ita Airways che ha già preventivato la soppressione di oltre la metà dei propri collegamenti. La società ha diffuso una nota ufficiale per avvertire l’utenza: «I passeggeri sono invitati a verificare lo stato del proprio volo prima di recarsi in aeroporto» a causa della cancellazione del 55% dei voli previsti.

Questa ondata di scioperi arriva dopo un braccio di ferro politico e sindacale piuttosto aspro che ha caratterizzato la prima metà del mese. Nelle settimane precedenti, il ministro dei Trasporti Matteo Salvini era intervenuto con fermezza per blindare la mobilità durante l’evento olimpico, firmando provvedimenti di precettazione per limitare le astensioni dal lavoro in un momento giudicato vitale per l’immagine internazionale del Paese. Questa mossa, pur garantendo il flusso dei visitatori verso le sedi di gara, ha esacerbato gli animi di molte organizzazioni sindacali che hanno percepito la misura come una limitazione del diritto costituzionale. Esaurita la parentesi dei Giochi, la protesta riesplode ora con rinnovato vigore, estendendosi senza sosta alla rete ferroviaria.

Dalle ore 21 di venerdì 27 febbraio inizierà infatti lo sciopero del personale del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, che si protrarrà fino alla serata di sabato 28 febbraio. L’astensione di 24 ore riguarderà sia il personale di macchina che quello di bordo, con possibili ritardi e cancellazioni che interesseranno non solo i treni regionali ma anche i collegamenti a lunga percorrenza. A questa protesta si sommeranno quelle indette dai sindacati autonomi Cub Trasporti e Sgb, oltre a una specifica mobilitazione dell’Usb Lavoro Privato che colpirà le fasce serali e notturne tra il venerdì e il sabato. Contemporaneamente, il venerdì vedrà anche diverse agitazioni locali nel trasporto pubblico di superficie: a Torino i mezzi della società Arriva Italia si fermeranno per quattro ore nel pomeriggio, mentre a Bari la protesta colpirà le Ferrovie Sud Est nella tarda serata. Ai viaggiatori non resta che affidarsi ai canali di comunicazione ufficiale per monitorare le fasce di garanzia, in un weekend che si preannuncia tra i più difficili dell’anno per la mobilità italiana.

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