Disoccupazione in Italia ai minimi storici, per l’Istat è al 5,7%

09/01/2026

Il mercato del lavoro in Italia continua a mostrare una vitalità sorprendente, riuscendo a compensare, almeno per il momento, le spinte negative derivanti dal cosiddetto inverno demografico. Secondo le ultime rilevazioni diffuse dall’Istat relative a novembre 2025, il tasso di disoccupazione nazionale è sceso al 5,7%, segnando il punto più basso mai registrato dal 2004. Questo risultato posiziona l’Italia in una condizione di vantaggio rispetto alla media dell’Eurozona, che si attesta invece al 6,3%. Particolarmente significativo appare il calo della disoccupazione giovanile, scesa al 18,8%, a testimonianza di un sistema produttivo che, supportato da sgravi contributivi e una crescita costante del Pil, sta premiando la stabilizzazione dei rapporti di lavoro.

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha accolto con soddisfazione questi indicatori, definendoli un segnale inequivocabile della solidità del sistema Italia. Attraverso i propri canali social, la premier ha attribuito questi traguardi alla sinergia tra istituzioni, imprese e professionisti: «i dati confermano un segnale importante: la disoccupazione scende ai livelli più bassi mai registrati dall’inizio delle rilevazioni e, su base annua, l’occupazione continua a crescere». Meloni ha ribadito l’impegno dell’esecutivo nel voler rendere il sistema produttivo ancora più competitivo, nonostante le complessità dello scenario internazionale.

Tuttavia, dietro i numeri record si nascondono sfide strutturali legate alla denatalità. Il tasso di fecondità nel 2025 ha toccato il minimo storico di 1,13 figli per donna, un dato che inizia a condizionare la composizione della forza lavoro. Se da un lato l’occupazione totale supera i 24,1 milioni di unità, trascinata dai lavoratori permanenti (+258mila su base annua), dall’altro si osserva una preoccupante flessione nella fascia d’età tra i 35 e i 49 anni, dove si sono perse 63mila unità. Al contrario, gli occupati over 50 continuano a crescere, riflettendo il progressivo invecchiamento della popolazione attiva.

Un altro nodo centrale rimane quello dell’occupazione femminile e dell’inattività. Mentre il tasso di occupazione maschile sale al 71%, quello femminile scende al 54%. Il numero degli inattivi, ovvero coloro che non lavorano e non cercano occupazione, sfiora i 12,5 milioni di persone. In questa categoria rientrano quasi tre milioni di donne che spesso abbandonano il percorso professionale per sopperire a carenze del welfare, dedicandosi alla cura di figli o parenti anziani. Gli esperti sottolineano come, senza interventi mirati sulla detassazione dei servizi di cura, sarà difficile recuperare questo potenziale produttivo.

Il governo ha assicurato che continuerà a sostenere chi investe e produce valore, ma la vera partita per il futuro si giocherà sulla capacità di integrare le politiche per l’occupazione con quelle per la natalità. La diminuzione dei contratti a termine (-30mila a livello mensile) a favore degli stabili (+6mila) indica che la strada della qualità del lavoro è stata intrapresa, ma la scarsità di nuovi lavoratori disponibili all’orizzonte impone una riflessione profonda sui modelli di welfare. Come evidenziato dalla stessa premier, l’obiettivo è rafforzare le politiche attive per garantire che la crescita non sia solo un picco statistico, ma un processo sostenibile nel lungo periodo.

Ti è piaciuto l’articolo?

Condivilo su tutti i social e menziona RomaNews 24 – Le notizie da Roma in tempo reale

Potrebbero interessarti

Tagli allo smart working nel personale, la protesta dei sindacati

Tagli allo smart working nel personale, la protesta dei sindacati

Progressivo e deciso cambio di rotta riguardante la gestione dello smart working. La mobilitazione è partita con forza da Palazzo Chigi, dove la decisione di dimezzare le giornate di lavoro agile ha spinto i dipendenti a dichiarare lo stato di agitazione. Le assemblee sindacali si sono concluse con un voto unanime a favore di almeno […]

23/02/2026

Trasparenza salariale: il sindacato CSE chiede tutele nel decreto legislativo

Trasparenza salariale: il sindacato CSE chiede tutele nel decreto legislativo

Il dibattito sulla parità retributiva e sulla chiarezza dei compensi entra in una fase cruciale con l’avvio del tavolo di confronto presso il Ministero del Lavoro, dove si sta delineando lo schema di decreto legislativo per il recepimento della direttiva comunitaria sulla trasparenza salariale. Al centro dei lavori odierni, 4 febbraio 2026, vi è la […]

04/02/2026

Rinnovo del contratto Funzioni Centrali: la FLP chiede una riforma profonda

Rinnovo del contratto Funzioni Centrali: la FLP chiede una riforma profonda

Il tavolo di trattativa presso l’Aran per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto Funzioni Centrali, relativo al triennio 2025/2027, è entrato in una fase cruciale con la sessione dedicata all’esame del sistema di relazioni sindacali. Nel corso dell’incontro svoltosi il 20 gennaio, la Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche ha espresso […]

21/01/2026

Produzione industriale italiana: crescita dell’1,5% col traino del Lazio

Produzione industriale italiana: crescita dell’1,5% col traino del Lazio

L’economia italiana sembra aver imboccato una strada di ripresa più solida di quanto molti analisti avessero previsto inizialmente, segnando quello che potrebbe essere il punto di svolta definitivo per il settore manifatturiero. Secondo i dati comunicati dall’Istat relativi al mese di novembre 2025, la produzione industriale del nostro Paese ha fatto registrare un incremento dell’1,5% […]

16/01/2026

Il lavoro pubblico torna attrattivo: boom di concorsi e 600 mila nuovi assunti

Il lavoro pubblico torna attrattivo: boom di concorsi e 600 mila nuovi assunti

Il lavoro pubblico è tornato ad attirare i giovani e i numeri sembrano confermarlo senza ambiguità. I segnali si accumulano da tempo e raccontano una svolta che fino a pochi anni fa appariva improbabile. All’ultimo concorso dell’Agenzia delle Entrate, che metteva a bando 2.700 posti, si sono presentati quasi 100 mila candidati, un dato che […]

27/12/2025

Contratto Funzioni centrali, il nodo delle risorse: aumento medio di 167 euro

Contratto Funzioni centrali, il nodo delle risorse: aumento medio di 167 euro

Prosegue il percorso per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale del comparto Funzioni centrali per il triennio 2025-2027. Nella seconda riunione svoltasi in Aran, al centro del confronto tra l’Agenzia e le organizzazioni sindacali ci sono state le disponibilità economiche previste dalla legge di bilancio e la quantificazione degli incrementi retributivi per i dipendenti pubblici […]

19/12/2025

FLP: “No a un contratto ponte: servono più risorse e lavoro agile rafforzato”

FLP: “No a un contratto ponte: servono più risorse e lavoro agile rafforzato”

Le trattative per il rinnovo del CCNL Funzioni Centrali 2025-2027 sono ufficialmente iniziate all’Aran e il confronto si preannuncia decisivo per il futuro del pubblico impiego. A sottolinearlo è la FLP, che al termine del primo incontro ha ribadito che il nuovo contratto non potrà limitarsi a un intervento di transizione. «Il CCNL 2025-2027 non […]

04/12/2025

Contratti pubblici 2025-2027: FLP chiede risorse e riforme strutturali

Contratti pubblici 2025-2027: FLP chiede risorse e riforme strutturali

Con la pubblicazione dei dati ufficiali sulla rappresentatività sindacale nei comparti e nelle aree del lavoro pubblico, certificati dall’Aran sulla base del Comitato Paritetico, si apre formalmente la stagione contrattuale 2025-2027. Le convocazioni all’Aran per il comparto delle Funzioni Centrali sono previste per i primi giorni di dicembre e avviano un confronto destinato a definire […]

17/11/2025

PA, un terzo dei dipendenti andrà in pensione entro dieci anni

PA, un terzo dei dipendenti andrà in pensione entro dieci anni

La pubblica amministrazione italiana sta vivendo un passaggio cruciale. Dopo anni di blocco del turn over e contenimento della spesa, la macchina dello Stato si avvia verso un profondo ricambio generazionale. Secondo i dati dell’Osservatorio Inps, un terzo dei dipendenti pubblici andrà in pensione entro il 2035, con un’età media che oggi ha raggiunto i […]

12/11/2025