
Sicurezza, approvata la nuova stretta contro maranza e baby gang
Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera definitivo al nuovo disegno di legge sulla sicurezza, introducendo una serie di importanti novità che mirano a contrastare in modo più incisivo il fenomeno delle baby gang e a garantire una maggiore tutela per i cittadini e per le forze dell’ordine. Il provvedimento integra il testo originario approvato lo scorso febbraio con cinque nuovi articoli che ridefiniscono le misure di prevenzione e le sanzioni per i comportamenti violenti, in particolare nei luoghi della movida e del divertimento giovanile.
Una delle novità più significative riguarda l’estensione del fermo preventivo anche ai soggetti minorenni. Questa misura potrà essere applicata qualora sussista il fondato timore che i giovani possano porre in essere condotte pericolose per l’ordine e la sicurezza pubblica. Come spiegato durante la presentazione delle norme, «Viene estesa la disciplina del cosiddetto fermo di prevenzione anche a minorenni» quando si ritiene possano mettere in atto azioni rischiose nei contesti di aggregazione serale. Il controllo scatterà in presenza di elementi sospetti, come il possesso di armi o oggetti atti a offendere, il travisamento del volto tramite l’uso di caschi o altri strumenti che rendono difficile il riconoscimento, oppure in caso di segnalazioni legate a reati in materia di stupefacenti. Questa facoltà di intervento preventivo sarà estesa a tutti gli operatori di pubblica sicurezza impiegati nei servizi di ordine pubblico, inclusi gli agenti della polizia locale.
Accanto al fermo preventivo, il ddl introduce una nuova tipologia di avviso orale del questore, che prevede contestualmente il divieto di aggregazione con lo scopo di disperdere le bande giovanili prima che possano compiere atti vandalici. Per quanto riguarda i reati di danneggiamento, qualora vengano commessi da un gruppo composto da cinque o più persone, scatterà una nuova e pesante aggravante che prevede la reclusione da un anno e sei mesi fino a cinque anni, oltre a sanzioni pecuniarie che possono raggiungere i quindicimila euro. In merito a questa fattispecie, è stato specificato che «viene estesa a questo reato la possibilità di arresto differito in flagranza» per consentire alle forze dell’ordine di intervenire anche in un momento successivo sulla base di elementi di prova inequivocabili.
Un altro aspetto rilevante del disegno di legge tocca la sfera del risarcimento del danno in caso di legittima difesa. La riforma stabilisce che le vittime di gravi reati, quali rapina, furto in abitazione, furto con strappo, violenza sessuale o sequestro di persona a scopo di estorsione, non saranno tenute a risarcire i danni subiti dai criminali a causa della propria reazione difensiva. Questa norma trae ispirazione da noti casi di cronaca in cui i cittadini, pur essendosi difesi da aggressioni violente, si sono trovati a dover affrontare ingenti richieste di risarcimento avanzate dai familiari dei malviventi.
Il provvedimento interviene anche a tutela dell’incolumità fisica delle forze dell’ordine, introducendo la procedibilità d’ufficio per le lesioni personali cagionate a ufficiali e agenti di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza nell’adempimento delle loro funzioni. Il ministro dell’Interno ha chiarito la portata di questa modifica: «Fino ad adesso era prevista la punibilità nel caso di lesioni lievi o lievissime solo attraverso la querela di parte», colmando così una lacuna che spesso lasciava gli agenti privi di una tutela automatica da parte dello Stato. L’intero pacchetto normativo recupera e perfeziona elementi di bozze precedenti, offrendo ora soluzioni più strutturate. Tra queste, si conferma la semplificazione delle procedure per lo sgombero immediato degli immobili occupati abusivamente, estesa esplicitamente anche alle seconde case.
Infine, l’attenzione del governo si è concentrata sulla sicurezza stradale, con un focus particolare sulla tutela dei più giovani durante le ore notturne. Nel corso di un comitato per l’ordine e la sicurezza svoltosi al Viminale, è stato concordato un potenziamento dei controlli stradali e dei pattugliamenti nelle aree a maggiore frequentazione giovanile. Per coordinare queste attività e promuovere una nuova cultura della prevenzione che parta dall’ambito scolastico, verrà istituito un tavolo tecnico permanente che vedrà la collaborazione attiva dei ministeri dell’Interno, delle Infrastrutture e dell’Istruzione.