
Roma, aveva raggirato 33 persone, condannato un truffatore 44enne
La giustizia ha presentato il conto a un 44enne romano, protagonista di una sistematica attività di raggiro che ha colpito decine di ignari cittadini tra il 2023 e il 2024. L’uomo è stato condannato in primo grado, con la formula del rito abbreviato, a una pena di quattro anni e nove mesi di reclusione. Il tribunale ha riconosciuto la colpevolezza dell’imputato in merito a 33 episodi di truffa, attraverso i quali era riuscito ad accumulare un illecito profitto superiore ai 20mila euro. La strategia criminale si basava sulla pubblicazione di annunci ingannevoli su piattaforme social e siti specializzati, dove venivano offerti appartamenti in locazione che il soggetto non aveva alcun titolo per subaffittare.
Il meccanismo ideato dal truffatore era particolarmente insidioso poiché poggiava su una base di apparente regolarità. L’uomo prendeva effettivamente in affitto degli immobili, utilizzando però le generalità della madre o della nonna per non comparire in prima persona. Una volta ottenuta la disponibilità delle chiavi, l’imputato postava inserzioni online utilizzando profili fittizi. Sebbene i contratti originali vietassero espressamente la possibilità di concedere l’immobile a terzi, egli procedeva senza scrupoli. Per rassicurare le potenziali vittime, il 44enne si mostrava estremamente cortese e disponibile, inviando materiale multimediale e organizzando visite guidate all’interno delle abitazioni.
Il momento cruciale dell’inganno avveniva dopo il sopralluogo, quando l’uomo richiedeva il versamento di una caparra corrispondente a una o due mensilità di canone. Una volta incassato il denaro, sia tramite bonifico che in contanti, il sedicente locatore interrompeva ogni comunicazione, rendendosi completamente irreperibile. Gli inquirenti, coordinati dal sostituto procuratore Stefano Opilio, hanno ricostruito come lo schema venisse replicato ciclicamente utilizzando gli stessi spazi. Emblematico è il caso di un alloggio situato nella zona di Tomba di Nerone, promesso a più persone contemporaneamente nel giro di poche settimane, con ogni vittima che versava diverse centinaia di euro convinta di aver trovato finalmente una sistemazione abitativa.
Oltre ai numerosi casi registrati nella Capitale, l’indagine ha fatto luce su analoghi raggiri messi in atto per case vacanze situate a Riccione, di cui l’imputato non aveva in realtà alcuna disponibilità. La difesa, rappresentata dall’avvocata Anna Romano, ha optato per il rito alternativo che ha permesso una riduzione della pena finale, ma la gravità e la reiterazione del reato hanno comunque portato a una sentenza severa.