
Roma: agguato a Casal Lumbroso, imprenditore ferito a colpi di pistola
La quiete del venerdì sera nel quartiere di Casal Lumbroso è stata squarciata dal suono secco di alcuni colpi di arma da fuoco. Erano quasi le 20 quando un imprenditore romano di 51 anni è rientrato presso la sua abitazione in via Tullio Ascarelli, ignaro del fatto che un commando lo stesse attendendo nell’ombra del suo stesso giardino. L’uomo, che vive da solo nella sua villetta dopo la separazione, aveva appena trascorso il pomeriggio in un bar della zona con alcuni amici e stava compiendo i consueti gesti quotidiani prima di varcare la soglia di casa. La dinamica dell’agguato, ricostruita grazie ai primi rilievi e ad alcune testimonianze, racconta di una violenza chirurgica e premeditata: almeno tre proiettili sono stati esplosi contro di lui, e uno lo ha raggiunto al gluteo, provocandogli una ferita profonda che ha richiesto l’immediato trasporto in codice rosso al vicino ospedale San Camillo.
Nonostante il dolore lancinante e la sorpresa dell’attacco, la vittima è riuscita a mantenere la lucidità necessaria per mettersi al riparo all’interno dell’appartamento e allertare i soccorsi e le forze dell’ordine. Agli agenti intervenuti tempestivamente sul luogo della sparatoria, l’imprenditore ha cercato di fornire i primi elementi utili per l’identificazione dei responsabili, pur ammettendo di non aver potuto vedere i volti degli assalitori. Il suo racconto è quello di un uomo che si è trovato improvvisamente sotto tiro senza alcun preavviso: «Ho sentito due colpi e poi un dolore fortissimo alla gamba. Mi sono girato e ho visto un’auto bianca fuggire a tutta velocità». Queste poche parole descrivono la rapidità di un’operazione condotta da professionisti che non hanno lasciato nulla al caso, dileguandosi nel buio delle strade periferiche della Capitale in una manciata di secondi.
Le indagini si sono subito concentrate sull’analisi delle telecamere di videosorveglianza della zona, che hanno offerto una prima, parziale conferma della dinamica descritta dalla vittima. Le immagini inquadrano l’imprenditore mentre parcheggia l’auto e si dirige verso il cancello della villa. È in quel preciso istante che due figure travisate entrano nel vialetto, nascondendosi tra le piante del giardino per attendere il momento propizio. Non si vede chiaramente chi abbia premuto il grilletto, ma è evidente il coordinamento con un terzo complice che attendeva all’esterno a bordo di una Peugeot bianca, pronta a ripartire non appena i due esecutori materiali sono balzati a bordo dopo aver fatto fuoco. Tutto sembra indicare che il commando conoscesse alla perfezione le abitudini della vittima, i suoi orari di rientro e i punti ciechi della proprietà, agendo con una sicurezza che esclude quasi certamente l’ipotesi di un tentativo di rapina finito male o di uno scambio di persona.
Il fulcro del mistero risiede però nel movente, un aspetto su cui gli inquirenti mantengono il massimo riserbo pur esplorando diverse piste. Durante i primi interrogatori in ospedale, il 51enne ha negato con forza di avere nemici o di aver ricevuto minacce recenti, cercando di accreditare l’immagine di una vita regolare e priva di contrasti significativi. «Non ho problemi con nessuno. Non ho litigato con nessuno nei giorni precedenti», ha assicurato più volte agli investigatori. Tuttavia, gli accertamenti condotti nella banca dati delle forze dell’ordine hanno rivelato alcuni piccoli precedenti legati al mondo degli stupefacenti e la modalità dell’esecuzione, con un colpo alle gambe che in gergo criminale funge spesso da avvertimento, rafforza la convinzione che dietro l’agguato di via Ascarelli si nasconda qualcosa.
Nelle prossime ore, la polizia continuerà a setacciare le registrazioni di altre telecamere poste lungo le possibili vie di fuga utilizzate dalla Peugeot bianca, sperando di intercettare un fotogramma che ritragga i malviventi a volto scoperto prima dell’inizio dell’azione. Verranno inoltre ascoltati nuovamente gli amici che hanno visto l’imprenditore al bar poco prima della sparatoria, per verificare se l’uomo avesse mostrato segni di preoccupazione o se qualcuno lo stesse seguendo già durante il pomeriggio. Al momento, la villetta di Casal Lumbroso resta sotto osservazione. L’imprenditore, pur essendo fuori pericolo di vita, resta piantonato e monitorato, in attesa che la verità su quegli spari nel giardino emerga finalmente dal silenzio in cui sembra essere avvolta.
M.M.