
Rapina a Trastevere nel giugno 2025: due nordafricani condannati a 4 anni
Le notti estive della capitale sanno essere magiche, ma talvolta nascondono insidie che trasformano una serata tra amici in un brutto ricordo e in un lungo percorso giudiziario. Si è conclusa in questi giorni, presso le aule di piazzale Clodio, la vicenda che ha visto come sfortunato protagonista Simone Cordero di Montezemolo, studente universitario di 22 anni finito nel mirino di un gruppo di malintenzionati nel cuore pulsante di Trastevere. Il tribunale ha emesso la sua sentenza con rito abbreviato, condannando a quattro anni di reclusione i due principali responsabili dell’aggressione, identificati come Aissam B., nato in Algeria, e Omar Y., originario della Tunisia. Entrambi ventunenni, i giovani sono stati ritenuti colpevoli di rapina aggravata per i fatti accaduti lo scorso giugno, quando la movida romana ha mostrato il suo volto più violento e predatorio.
Tutto aveva avuto inizio in una delle prime sere d’estate, intorno alle 2.30 del mattino. Simone aveva trascorso il tempo con la sua comitiva nei pressi di piazza Trilussa, luogo simbolo dell’intrattenimento notturno capitolino. Una volta salutati gli amici, il giovane si era incamminato in solitaria per raggiungere il proprio scooter, parcheggiato sulla sponda opposta del Tevere. Mentre attraversava ponte Sisto, un passaggio pedonale solitamente affollato ma che a quell’ora può diventare isolato e pericoloso, il ventidueenne era stato avvicinato da un gruppo di ragazzi che stazionavano lungo il parapetto. Inizialmente, l’approccio era sembrato quello tipico di chi cerca acquirenti per sostanze illegali, con la classica domanda volta a sondare il terreno per una possibile vendita di stupefacenti.
Tuttavia, l’intento dei presenti era ben più aggressivo e mirato alla sottrazione di beni personali. Come ricostruito accuratamente durante il dibattimento e riportato nella denuncia presentata alle forze dell’ordine, uno dei due imputati aveva improvvisamente bloccato Simone mettendogli una mano sulla spalla destra. In quegli istanti di estrema tensione, l’aggressore era riuscito ad afferrare la maglietta dello studente, tentando un primo strappo per portargli via la catenina d’oro che portava al collo. Nonostante il primo tentativo non fosse andato a buon fine, la situazione era degenerata rapidamente quando l’altro complice, spalleggiato da altri soggetti rimasti purtroppo non identificati, aveva deciso di ricorrere alla violenza fisica. Simone era stato infatti «colpito con un pugno violento», un gesto brutale che ha permesso ai malviventi di impossessarsi del prezioso monile d’oro.
Non paghi del primo successo, i rapinatori avevano tentato di alzare ulteriormente la posta cercando di sottrarre anche il Rolex che la vittima portava al polso. Avevano provato con insistenza ad aprire il cinturino dell’orologio di lusso, ma in quel frangente il giovane universitario aveva trovato la forza necessaria per resistere, tenendo stretto l’oggetto a sé e riuscendo infine a svincolarsi con fatica dall’accerchiamento dei suoi assalitori. Con uno scatto dettato dall’adrenalina e dal timore per la propria incolumità, Simone era poi fuggito velocemente verso il suo mezzo, distante solo poche decine di metri, mentre i due ventunenni si dileguavano nella direzione opposta, scomparendo rapidamente tra i vicoli di Trastevere. Il ragazzo si era quindi recato immediatamente presso il vicino commissariato di polizia per denunciare l’accaduto e fornire i primi dettagli utili.
La svolta decisiva nelle ricerche è arrivata pochi giorni dopo grazie a un elemento ormai imprescindibile per la sicurezza urbana della capitale: il sistema di videosorveglianza. Le numerose telecamere sparse nell’area di ponte Sisto e delle zone limitrofe hanno immortalato nitidamente i movimenti dei sospettati, permettendo agli investigatori di dare un volto e un nome ai responsabili del colpo. La vicenda giudiziaria, comunque, potrebbe proseguire nei gradi successivi visto che la difesa è intenzionata a ricorrere in Appello, mentre resta alta l’attenzione sulla tutela della sicurezza nelle aree più frequentate dai giovani durante la notte.
M.M.